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Vietnam. La miniera a cielo aperto non risparmia la Baia di Halong, icona turistica e Patrimonio dell’Umanità

Massimo Bonato on 02/09/2015 - 17:55 in Ambiente, Inquinamento

La Baia di Halong è Patrimonio dell’Umanità per bellezza e biodiversità, ma troppo vicina alla miniera a cielo aperto, che ora vi sversa liquami carichi di carbone e metalli pesanti. Ecologisti e scienziati definiscono allarmante l’inquinamento dell’acqua nella zona.



La Baia di Halong, famosa in tutto il mondo, rappresenta un unico in quanto a bellezza e a biodiversità. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1992 è diventata meta di un turismo via via crescente, attirato dai 1600 isolotti di roccia erta che spiccano nel Golfo del Tonchino in cui la baia si affaccia. Al livello ambientale, l’accoglienza di oltre 2 milioni di visitatori annuali ha prodotto un sensibile degrado delle aree incontaminate: nuove strade, hotel e strutture ricreative, darsene e moli per le centinaia di imbarcazioni che ogni giorno solcano questo mare.

Al diradamento della foresta di mangrovie, fondamentali per contenere le inondazioni e far da filtro alle acque che arrivano al mare, si aggiunge sempre più pressante ora il tema dell’inquinamento delle acque.

Sono state le intense piogge di agosto a far emergere un problema annoso e ormai non più eludibile. Piogge che hanno causato 17 morti nella regione, ma che han trascinato anche nella baia torrenti di carbone e metalli pesanti.

Ha-Long-Bay-VietnamIl governo si è subito premurato di rassicurare dichiarando che la Baia di Halong era al riparo da qualsiasi traccia di inquinamento. Ma la Baia è situata in un’area a nord-est del Paese, in cui 5000 ettari di territorio sono sfruttati da miniere a cielo aperto, a non più di 50 chilometri dal paradiso marino. Nella città di Cam Pha, epicentro dell’attività mineraria ad appena 40 chilometri della famosa baia, ogni anno si accumulano 70 miliardi di litri di reflui tossici provenienti dalla miniera, ed equivalenti a circa 28 piscine olimpiche.
Scienziati e ambientalisti, al governo, non hanno ovviamente creduto.
Anche perché da molte parti e da parecchio tempo ormai, i segnali di un inquinamento crescente della baia si fanno sempre più precisi e allarmanti.

Do Than Bai, membro della Società di Chimica del Vietnam è stato appunto uno di coloro che in una recente conferenza a Hanoi ha avvertito del sempre più pressante problema, come riporta l’Agenzia Efe. Nella relazione da lui presentata sosteneva che “il carbone contiene molto solfuro, che contamina l’acqua molto rapidamente. In alcune zone sono presenti acidi e metalli pesanti come il piombo, lo zinco o il mercurio. Tutte queste sostanze si dissolvono nelle acque della Baia di Halong provocandone un grave inquinamento”.

Dal canto suo, anche Da Trong Hung, membro dell’Accademia di Scienze e Tecnologia del Vietnam, ha messo in guardia sul fatto che i residui della miniera stanno distruggendo la vita sottomarina della baia, in cui peraltro si bagnano migliaia di turisti di tutto il mondo.
L’inquinamento c’è, è in aumento, ma le autorità al momento non sanno di preciso che fare, ha dichiarato Hung.


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