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Usa. Jade Helm 15. Un’esercitazione militare per prepararsi alla legge marziale

Massimo Bonato on 13/05/2015 - 17:00 in News

Si sta parlando da un paio di mesi di Jade Helm 15 sui media statunitensi e sui siti di settore. Ne trattano il «Washington Post», il «New York Times», il WorldNetDaily e InfoWars, tra gli altri.

Si tratta di un’esercitazione militare che avrà luogo tra il 15 luglio e il 15 settembre in diversi stati: Texas, New Mexico, Arizona, California, Nevada, Utah, Colorado. Vi parteciperanno forze della U.S. Army Special Forces Command (Berretti Verdi), U.S. Navy Seals, U.S. Air Force Special Operations Command, Usmc Marine Special Operations Command, Usmc Marine Expeditionary Units, la 82° Divisione aviotrasportata, e la Guardia Nazionale, la polizia e altre agenzie paramilitari presenti negli stati in cui l’operazione si svilupperà.

Stando al «New York Times» il tutto si concluderà come un’enorme esercitazione, delle tante che l’esercito fa normalmente, senza doverci vedere l’attualizzazione di teorie complottiste.

Ma i recenti moti di Ferguson, come di Baltimora, che hanno fatto gridare le autorità alla legge marziale e al coprifuoco, non lasciano ben sperare chi, come «Natural News» o InfoWars vedono in Jade Helm 15 il tentativo del governo di rendere più flessibile e immediatamente disponibile la legge marziale là dove possa servire.

L’obiettivo sarebbe cioè, secondo giornalisti come Alex Jones, Paul Joseph Watson o Juan Ramón Jiménez de León di InfoWars, quello di occupare gli stati dove le violente proteste han dimostrato tanto vigore da rendersi ingovernabili alle consuete forze di polizia, o la Guardia Nazionale, deputate a contenere e a disperdere manifestazioni, riportare l’ordine pubblico. Jade Helm 15 non si presenterebbe quindi come una comune esercitazione militare, ma servirebbe a preparare l’esercito, ovvero le sue forze speciali, a intervenire in caso di disordini.

imrsUna mappa pubblicata dal «Washington Post» illustra le regioni da considerarsi “ostili”, “tolleranti”, “incerte”, che possono essere lette da un punto di vista militare, virtuale, come etichette poste a priori per le esercitazioni, per suddividere “amici” dai “nemici”, i “buoni” dai “cattivi” nella simulazione di un conflitto. Non fosse che in un recente documento della Guardia Nazionale, i cittadini statunitensi che hanno partecipato alle proteste vengono classificati come “forze nemiche” e “avversari”.

Un insieme di dati che fanno dire a David Knignt di InfoWars che con Jade Helm 15 “stanno costruendo l’infrastruttura della tirannia”. Dati volti a schedare le persone e facilmente rinvenibili in rete, nella quale i social network come Facebook, Twitter e gli altri rappresentano un bacino inesauribile di informazioni.

“Tecniche di dominio umano”, così si comincia a pensare siano effettivamente queste esercitazioni, che travalicano appunto l’aspetto militare per raggruppare sotto il comando del generale Ashton Carter anche polizia, Guardia Nazionale, e addirittura agenzie private. Un esercitazione sì, ma che non simulerà una quanto mai remota invasione degli Stati Uniti, bensì una “primavera” tutta statunitense per la quale Pentagono e United States Special Operations Command stanno raccogliendo informazioni a tutto spiano.

L’amara beffa, sottolinea Nestor García Iturbe di «Tercera Información», è che questa operazione, questa dimostrazione di forza delle classi dominanti, è pagata dai contribuenti, tra i quali vanno annoverati quegli stessi contro cui è rivolta.

M.B.

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