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Tutti i popoli indigeni affrontano le stesse domande

Accesso alla terra, all’acqua e l’impatto dei progetti di sviluppo sui propri territori: questo è ciò che accomuna tutti gli indigeni del mondo
Massimo Bonato on 16/04/2016 - 15:00 in Diritti

Accesso alla terra, all’acqua e l’impatto dei progetti di sviluppo sui propri territori: è ciò che accomuna tutti gli indigeni del mondo

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“Tutti i popoli indigeni del mondo stanno affrontando le stesse domande”: l’accesso alla terra, all’acqua e l’impatto dei progetti di sviluppo sono le grandi minacce per i diritti dei popoli originari.

È quanto dichiara in un’intervista all’agenzia Efe il capo Edward John, leader della nazione Tl’azt’en della Columbia britannica in Canada, e membro del panel di esperti di questioni indigene della Onu riunito fino a venerdì in Guatemala.

Ed_John_colourDurante una sua visita al paese centroamericano per preparare l’assemblea del foro della Onu su questi temi, che si terrà a New York, i responsabili internazionali si sono incontrati con indigeni, Ong e responsabili del governo.

“Dal punto di vista indigeno, i problemi più grandi riguardano l’accesso alla terra, all’acqua e l’impatto che hanno i progetti di sviluppo” ha riassunto John, una realtà che tocca i popoli indigeni di ogni parte del mondo.

Con l’appoggio della Comunità internazionale, che alla fine ha compreso l’importanza di rispettare la “dignità che tutti abbiamo come esseri umani”, secondo John è necessario applicare le convenzioni internazionali per far valere i diritti dei popoli indigeni e assicurare così la loro sopravvivenza. Sono necessari “precisi impegni e volontà politica” che facciano rispettare le norme internazionali e sviluppino politiche pubbliche a protezione di queste comunità.

“Impegni senza volontà politica e senza le necessarie risorse economiche non sono sufficienti per affrontare l’emarginazione economica e sociale” di queste popolazioni, sostiene John, che ha visitato il Guatemala per rendersi conto della realtà che le sue comunità devono affrontare, prima di partecipare all’assemblea del prossimo maggio.

Gli esempi come le tribù nordamericane che sono state capaci di salvaguardare le loro lingue materne, documentandole e insegnandole alle nuove generazioni, sono un modello per i paesi di tutto il mondo a favore della diversità culturale.

Una realtà che riguarda anche le comunità maya del Guatemala, benché l’urgenza per loro non sia quella culturale, bensì quella di far fronte alla malnutrizione.

Attualmente, il 46% dei minorenni guatemaltechi soffrono una denutrizione cronica, percentuale che sale al 65, 70% nelle zone indigene, con punte di anche il 90%.

Lotta alla denutrizione che il Guatemala deve affrontare con urgenza, dice Edward John, tanto più che la sua agricoltura avrebbe tutte le possibilità di sfamare l’intero popolo.

Fonte: «El Diario»



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