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Thailandia. Il “terzo sesso” entra nella Costituzione. Soddisfazione della comunità LGBT

Dopo i rivolgimenti politici degli ultimi due anni, la Thailandia rimette mano alla sua Costituzione. Un’occasione per riconoscere la parità di diritti per uomini, donne, gay.
Massimo Bonato on 19/01/2015 - 07:38 in Diritti

La Thailandia sta riscrivendo la sua Costituzione, e per la prima volta una Costituzione conterrà articoli riguardanti il “terzo sesso”. Dal «Malaysian Insider» il portavoce Kamnoon Sittisamarn conferma la volontà del governo di voler garantire maggior protezione ed equità alla comunità gay thailandese.
La Thailandia ha una grande comunità gay, ma rimane in gran parte una società conservatrice. La legge thailandese non riconosce infatti le unioni tra persone dello stesso sesso, cosa che impedisce alle coppie gay, per esempio, di contrarre prestiti bancari congiunti o l’assicurazione medica, oltre a non riconoscere il cambio di sesso nei documenti di identità personali.

La Costituente ha iniziato il lavoro di questa settimana, e dalle parole del portavoce, la nuova misura dovrebbe garantire tutte le identità sessuali perché godano dello stesso trattamento giuridico.
“Stiamo mettendo le parole ‘terzo sesso’ nella Costituzione perché la società thailandese è progredita”, ha dichiarato all’agenzia «Reuters». “Non ci sono solo uomini e donne, abbiamo bisogno di proteggere tutti i sessi. Consideriamo tutti i sessi uguali”. Il gruppo di lavoro invierà i dettagli del provvedimento al Consiglio nazionale di riforma entro aprile, che dovrà essere formalmente approvato dalla giunta al potere, noto anche come il Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine.

Nel 2012, un gruppo di legislatori e attivisti LGBT hanno formato un comitato per elaborare leggi che riconoscessero le coppie omosessuali, e che, tra le altre cose, concedesse loro il diritto al matrimonio. Discussioni sul disegno di legge congelate durante le proteste politiche che hanno scosso il paese tra il 2013 e il 2014, ma tornate ora alla ribalta.
Gli attivisti per i diritti gay hanno accolto con favore la decisione di inserire il termine “terzo sesso” nella nuova Costituzione. “Significa porre sullo stesso piano tutti i cittadini e combattere la discriminazione in tutti i settori, non ultima la facilità con cui si finisce per fare anche della vita privata una forma di business ” ha commentato Natee Teerarojjanapongs, elemento di spicco dell’attivismo per i diritti gay.

M.B.



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