/ Memento / Strage della Stazione di Bologna

Strage della Stazione di Bologna

_omissis_ on 02/08/2015 - 09:08 in Memento

di Juanne Pili*

Di tutte le stragi precedenti bene o male siamo in grado di farci un’idea del movente, possiamo anche stilare una rosa dei possibili mandanti, però non abbiamo dei colpevoli. La Strage di Bologna, del 2 agosto 1980 ha tre colpevoli ufficiali, confermati dalla storica sentenza del Giudice Mario Antonacci.

Esplode nella sala d’aspetto della stazione di Bologna una valigia imbottita di esplosivo ad alto potenziale. Muoiono 85 persone, 200 i feriti. Sarà ricordata come la strage più devastante. Emblematico il caso di Maria Fresu, letteralmente disintegrata. Di lei si recupereranno in un secondo momento pochi frammenti. Era la prima volta che capitava un fenomeno simile.

La memoria delle stragi precedenti è ancora fresca, benché l’ultima fosse avvenuta il 4 agosto del 1974. Stiamo parlando del treno Italicus, in provincia di Bologna. C’è stato però un altro evento terrificante molto più recente (27 giugno 1980: meno di due mesi prima); la caduta vicino all’isola di Ustica di un DC9 Itavia e una ventina di giorni dopo il misterioso ritrovamento di un Mig23 libico nella Sila. Così gli inquirenti non possono per l’ennesima volta tirare fuori la storia dei bombaroli anarchici, benché il cliché dell’esplosione di una caldaia sia tornato per qualche giorno tra le possibili cause. Esistono già diversi rapporti della DIGOS su Ordine Nuovo e organizzazioni neofasciste affini, come i NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari). C’è poi l’inchiesta del giudice Mario Amato che indagava a Roma sui gruppi di estrema destra, ma è stato assassinato due mesi prima.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Come prima cosa vengono spiccati 50 mandati di cattura e un agente in incognito, dagli uffici del SISMI di Firenze, fa una telefonata anonima sostenendo che i NAR fossero gli autori dell’attentato. Un agente dei servizi francesi (detenuto in Svizzera per reati comuni) Elio Ciolini incolpa Stefano Delle Chiaie di Avanguardia Nazionale, questo avrebbe ordito l’attentato assieme al Gruppo Hoffman, formato da neonazisti tedeschi. È un nome che compare già in mezzo ai fatti di Piazza Fontana e persino nelle vicende del Golpe Borghese. Il tutto viene confermato dal giornalista Andrea Barberi su Panorama, bruciando l’agente del SISMI Francesco Pazienza il quale si sarebbe incontrato col generale Santovito (iscritto alla P2). Pazienza era indicato col nome in codice Super S. Si ipotizza che questo termine indicasse una rete particolare, una sorta di super SISMI legata alla P2 di Licio Gelli. Sì, Pazienza ammette di essere un agente del SISMI, solo che il resto sono mere illazioni. Lo stesso Ciolini sarà denunciato per calunnia. Si tratta di un depistaggio. Non sarà l’unico. Il 13 gennaio 1981 sull’Espresso Taranto-Milano viene trovato un arsenale vero e proprio, nonché lo stesso tipo di esplosivo usato per la strage di Bologna. Già 4 giorni prima Santovito e Pazienza avevano consegnato a Musumeci(vice direttore del SISMI) un rapporto dove si attenzionavano dei terroristi internazionali (francesi, tedeschi e neofascisti italiani). Un altro depistaggio: Licio Gelli si sarebbe incontrato con Elio Cioppa del SISDE concordando di deviare le indagini verso una pista internazionale. Il colonnello Belmonte dei carabinieri sarebbe stato l’organizzatore di questo depistaggio del treno. Anche lui era iscritto alla P2… segue su *Montaigne

Comments are disabled
Rate this article

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: