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South Dakota. I nativi Oglaga Lakota in lotta contro l’oleodotto Keystone XL

I nativi Oglaga Lakota in lotta contro l’oleodotto Keystone XL potrebbero diventare la cartina di tornasole per le presidenziali statunitensi.
_omissis_ on 27/04/2016 - 17:26 in Resistenze

I nativi Oglaga Lakota in lotta contro l’oleodotto Keystone XL potrebbero diventare la cartina di tornasole per le presidenziali statunitensi.

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«Se vince un repubblicano avremo un oleodotto in tre settimane» dice al «Daily Mail» Martin Jorgensen, mandriano di 91 anni del South Dakota.

E infatti la campagna elettorale da queste parti si gioca anche su questo oleodotto: Hillary Clinton ha già detto che bloccherà il progetto se arriverà alla Casa Bianca, al contrario, Donald Trump darà il via libera ai lavori, già fermati l’anno scorso da Barack Obama.

Keystone-XL-Pipeline-Proposed-RouteL’oleodotto Keystone XL dovrebbe portare petrolio dell’Alberta, in Canada fino al Nebraska, dove si unirà ad altri oleodotti per condurre il petrolio alle raffinerie di Texas  e Illinois. Toccherà ampiamente i territori di Nebraska, South Dakota e Montana e per i candidati alla Casa Bianca comincia a rappresentare una demarcazione profonda tra chi voterà l’uno o l’altro in base alle lotte che le popolazioni di queste regioni da tempo stanno conducendo contro il Keystone XL.

Sia in South Dakota sia in Nabraska si son tenute le primarie di repubblicani e democratici e in Nebraska ha ampiamente vinto il democratico Sanders, la cui opposizione all’oleodotto è risaputa. D’altro canto, scrive il «Daily Mail», Donald Trump ha «negli occhi il simbolo del dollaro», sicuro di ricavare per gli Stati Uniti «un mucchio di profitti». Il timore repubblicano è che voltando le spalle ai canadesi, questi si rivolgano alla Cina per far raffinare il petrolio proveniente dall’Alberta.

La scoperta di sabbie bituminose in Alberta ha fatto dello Stato canadese un esportatore di petrolio rappresentando per la sua economia un vero e proprio boom. Ma farlo raffinare, per la lontana Alberta resta un problema. Già esiste un oleodotto che raggiunge Texas e Illinois, ma la Keystone vuole realizzarne un secondo che come suggerisce il nome XL Pipeline, sarebbe di una misura extra-large, e con una capacità di gran lunga maggiore all’esistente che trasporta fino a 590mila barili di petrolio al giorno.

Ma la proprietaria del Keystone, la TransCanada deve fare i conti anche con un altro oleodotto controverso, conosciuto come Energy East, che dovrebbe portare petrolio da raffinare in Quebec, da dove potrebbe partire per l’esportazione. Un oleodotto potrebbe rappresentare una sicurezza maggiore dell’odierno trasporto su ferro, visto anche il disastro che provocò nel 2013 un incidente ferroviario nella città di Lac-Megantic con 47 morti.

ogallala_aquifer_usgsPerò anche questo potrebbe diventare un pericolo per Nebraska e South Dakota in caso di perdite, raggiungendo facilmente l’acquifero Ogallala, falda naturale da cui attingono 2,3 milioni di persone delle Grandi Pianure. Inquinato l’Ogallala, l’acqua resterebbe inutilizzabile per decenni.

Tra chi vive delle acque del bacino sono i nativi della nazione indiana degli Oglala Lakota, della riserva di Pine Ridge nel South Dakota. Gli Oglaga Lakota, più conosciuti come Sioux, sono orgogliosi guerrieri: Cavallo Pazzo (Crazy Horse) sconfitto nel massacro di Little Big Horn dal generale Custer era appunto uno di loro.

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L’attuale vice presidente della nazione è Tom Poor Bear che dice all’intervistatore: «Ci sono già stati guasti all’oleodotto in Canada dove ha inquinato le acque uccidendo gli animali e le piante». «Non sarebbe che un lungo serpente nero che striscia attraverso l’America seminando morte e distruzione». Un’opera che non porterebbe lavoro alla riserva, in cui già ora il tasso di disoccupazione tocca l’80%, con gravi problemi di emarginazione e alcolismo tali da aver obbligato le autorità indiane a bandire gli alcolici dalla comunità. I profitti non passerebbero di certo dalla riserva ma si fermerebbero in Canada, nelle tasche delle corporation e dei fratelli Koch, esperti in trivellazioni e raffinazione. Fratelli che hanno devoluto milioni di dollari per la campagna elettorale repubblicana.

«Se questo oleodotto verrà realizzato – dice Tom Poor Bear – provocherà una guerra civile e non solo per i nativi ma anche per i bianchi dei ranch. La gente lotterà per la propria sopravvivenza. La nostra vita è di nuovo minacciata».

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