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Sciopero generale. Decine di migliaia nelle piazze italiane

Con un’adesione del 70% Maurizio Landini può a ragione definirlo uno “Strordinario successo”. Il successo della disperazione.
Massimo Bonato on 12/12/2014 - 16:32 in News

di Massimo Bonato

A distanza non se le mandano a dire Matteo Renzi e Susanna Camusso, che dal palco di Torino dice “Se il messaggio di Renzi è di tirare dritto sappia che sappiamo tirare dritto anche noi. Non abbiamo bisogno di sentirci minacciati”.
Renzi è nelle stesse ore a Instanbul, in Turchia, a parlare a imprenditori turchi e italiani, e sostiene la sua riforma:  “Se rinviamo le riforme ci condanniamo a un declino lento” dice.
Intanto in Italia è sciopero generale. Uno sciopero generale che ha coinvolto 54 città contro il Jobs Act, contro lo smantellamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, contro la precarietà, perché il governo “deve rimettere al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi. Contro il lavoro – sempre Susanna Camusso – non si cambia il Paese ma lo si porta al degrado”. Due letture del degrado diverse. “Non si cambia il Paese se non si sta con i lavoratori” dice il segretario della Cgil.
E i lavoratori erano in piazza. A difendere appunto il lavoro che manca sempre di più. Ed erano tanti. Solo a Torino in 70.000, in 40.000 a Roma, 15.000 a Palermo. Operai e studenti, precari. Uno sciopero indetto da Cgil, Uil e Ugl al quale secondo Maurizio Landini, leader della Fiom, ha avuto un’adesione del 70%: “Un successo straordinario” ha detto da Genova, sottolineando che “ciò che rende non competitivo il nostro paese, che lo blocca, è la criminalità organizzata”.

A Bari, Massimo D’alema è stato rincorso dai manifestanti; a Genova i lavoratori del porto hanno dato vita a un blocco stradale sul lungomare di Canepa, bruciando copertoni e issando transenne; a Milano qualche incidente con la polizia sotto il grattacielo della Pirelli, sede della Regione Lombardia; a Torino il troncone sociale del corteo si è spostato verso una sede della Regione in corso Regina Margherita, sono stati lanciati uova e pomodori ai quali le Forze dell’Ordine hanno risposto con cariche e manganellate: due agenti contusi, diversi dimostranti feriti e nove ragazzi fermati.

“Serve rispetto reciproco tra governo e sindacati” dice Napolitano. Infatti alla mancanza di lavoro e all’esasperazione c’è sempre una buona manganellata con cui rispondere.



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