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Repubblica Ceca sempre più nucleare. Ma l’Austria protesta

_omissis_ on 12/06/2015 - 14:18 in Ambiente, Nucleare

di Marzia Romano*

Il governo della Repubblica Ceca sta valutando l’approvazione del nuovo piano energetico (ASEK); una pianificazione da oggi al 2040 che prevede l’aumento dell’utilizzo di energia nucleare. L’obiettivo è di alzarne la soglia da un terzo del fabbisogno energetico a oltre la metà e per fare ciò si rende necessario ampliare i già esistenti impianti di Dukovany, nel sud della Moravia, e di Temelín, nel sud della Boemia. Secondo il piano gli impianti dovranno essere implementati di due nuovi reattori ciascuno. Avrà la precedenza l’impianto di Dukovany, per il cui ampliamento si batte da diverse anni la regione di Vysočina, ritenendolo un elemento di forte stabilità economica per la regione intera. In caso di approvazione, il governo sarà in grado di lanciare la gara d’appalto forse addirittura prima della fine del 2016.

Non è ancora chiaro chi dovrebbero essere i contribuenti, accanto alla regione di Vysočina, a finanziare i lavori. Secondo il ministro dell’economia Andrej Babiš a farlo sarà la ČEZ, la partecipata statale che già gestisce i due impianti e che, stando alle parole del suo amministratore delegato Daniel Beneš, è già pronta a cominciare i lavori, che si protrarranno per sette anni, nel 2025. Il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka ha espresso l’auspicio che sarà effettivamente la ČEZ a finanziare il progetto, per non lasciare allo stato l’onere di mantenere stabile il prezzo di vendita dell’energia, compito che potrebbe rivelarsi “dannoso per le casse pubbliche”. Esprime il suo entusiasmo anche il ministro dell’industria Mladek, affermando che l’approvazione di questo piano una vera svolta per l’industria dell’energia ceca.

Su qualche testata però, sorge il dubbio che questa del nucleare non sia la migliore o unica soluzione da considerare e che il governo dovrebbe prendere in considerazione anche l’idea di fare ricorso alle energie rinnovabili. E su questa linea si muove anche il governo austriaco, che minaccia di denunciare all’Europa il

piano energetico ceco in caso di approvazione. Il ministero dell’ambiente austriaco Andrae Rupprechter rivendica il diritto ad avere voce in capitolo data la vicinanza di entrambe le centrali nucleari ai confini dell’Austria, paese nuclear-free, ed afferma che sarebbe inoltre necessario che lo stato ceco garantisca i prezzi dell’energia per i prossimi venti o trent’anni.

Al Forum europeo dell’energia nucleare svoltosi il 26 maggio a Praga, Mladek si è dichiarato pronto a negoziare con gli austriaci e annuncia un incontro con la controparte per il primo giugno a Česky Krumlov. In questo contesto la Slovacchia si trova a parteggiare per la repubblica ceca, poiché anche il governo slovacco promuove l’utilizzo di energia atomica. Il primo ministro slovacco Robert Fico ha risposto alle accuse di Rupprechter affermando che ogni stato deve essere libero di esercitare la sovranità sul proprio suolo e che perciò tali ingerenze non sono ammesse. Attualmente la Slovacchia è impegnata nella costruzione di due nuove unità nucleari a Mochovce.

*East Journal

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