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Record di sfollati per guerre e violenze: 38 milioni nel 2104

Massimo Bonato on 07/05/2015 - 18:00 in Diritti

Conflitti e violenze hanno prodotto in tutto il mondo un triste record: sono 38 milioni le persone sfollate all’interno dei loro stessi Paesi in guerra. Un rapporto dell’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC), con sede a Ginevra, fa sapere che solo lo scorso anno quasi un terzo, 11 milioni di persone, sono state obbligate alla fuga.

“Ogni giorno lo scorso anno 30.000 uomini, donne e bambini sono stati costretti a alsciare le loro case a causa di un conflitto e della violenza” ha detto Jan Egeland, capo del Consiglio norvegese per i rifugiati, che lavora con l’IDMC. “Nel torno di una sola generazione questi sono i peggiori dati sullo sfollamento, e significano anche il nostro completo fallimento nel tentativo di proteggere i civili innocenti”. “Questo rapporto dovrebbe rappresentare un grave campanello d’allarme.”

Persone sfollate all’interno è un modo di definire chi rimane nella propria terra d’origine spostandosi dai conflitti in corso per trovare rifugio in regioni o aree più sicure, ma sempre all’interno, appunto, dei confini nazionali; confini che si lasciano invece alle spalle i rifugiati. Secondo le ultime statistiche delle Nazioni Unite disponibili, sono stati circa 16,7 milioni i rifugiati nel mondo alla fine del 2013, il che significa che il numero complessivo di sfollati è ben superiore ai 50 milioni.

L’Iraq è stato il più colpito, con 2,2 milioni di persone costrette a fuggire dalle zone finie sotto il controllo dell’Isis.
In Siria, solo lo scorso anno si è avuto circa un milione in più di sfollati, che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti, portando la cifra complessiva a 7,6 milioni di persone, ovvero il 40 per cento della popolazione. Ma bisogna considerare anche i 4 milioni di Siriani che hanno varcato la frontiera diventando dei rifugiati. Egeland sostiene che il numero di sfollati interni sia a ora il doppio di quella dei rifugiati: un drammatico cambiamento rispetto ad alcuni decenni fa, rifugiati e sfollati interni erano equivalenti. “Uno dei motivi principali per cui il numero degli sfollati è in crescita è che le frontiere sono tutte chiuse”.
L’IDMC ha mappato lo sfollamento interno in 60 Paesi lo scorso anno, ma la maggior parte delle persone in fuga nel 2014 si trovavano in soli cinque Paesi: Iraq, Sudan del Sud, Siria, Repubblica Democratica del Congo e la Nigeria.
Per la prima volta in un decennio, l’Europa pure è stata teatro di massicci spostamenti, con 646,500 persone sfollate in Ucraina nel 2014 a causa degli scontri fra separatisti filo-russi e le forze di Kiev.
Boko Haram, che cerca di creare uno stato islamico indipendente nel nord-est della Nigeria, ha avviato una spietata campagna militare responsabile lo scorso anno di quasi un milione di sfollati interni al paese, che si aggiungono alle decine di migliaia che avevano costretto a fuggire nei paesi vicini.

L’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite, nel frattempo, ha riferito che molti di coloro che sono ora sfollati finiranno per diventare rifugiati.
“Più a lungo dura il conflitto, più insicuri gli sfollati si sentono e quando vince la disperazione, molti attraversano le frontiere per diventare rifugiati” ha dichiarato Volker Turk, capo della protezione e dell’assistenza dell’UNHCR.
Disperazione che ha contribuito a gonfiare l’esodo di persone che rischiano la vita per attraversare il Mediterraneo, dove sono ormai circa 1750 le persone ad aver perso la vita solo quest’anno.
Ma la guerra e il conflitto politico non sono le uniche ragioni di fuga. Oltre mezzo milione di sfollati in Centro America lo scorso anno si sono trovate nella necessità di sfuggire ad agguerrite organizzazioni criminali.
“È la violenza criminale, compresa quella dei cartelli della droga, quella che sposta a centinaia e a migliaia le persone lontane dalle loro case” ha detto Egeland.

L’IDMC parla di record poiché solo nel 2014 i numeri di sfollati interni alle proprie nazioni hanno segnato un progressivo aumento per il terzo anno consecutivo con una quantità di persone costrette a lasciare la propria casa tale da far impallidire gli sfollati contati al culmine della crisi del Darfur, nel 2004, o per la spirale di violenza in Iraq a metà degli anni 2000, o durante la Primavera araba nel 2011.

M.B.

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