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Reclaim Australia Day. Scontri in tutto il paese per la Pasqua anti-islamica

Il timore di una presunta islamizzazione del paese raduna all’insegna del Reclaim Australia Day migliaia di anti-islamici. E di antirazzisti. Scontri in diverse città
Massimo Bonato on 05/04/2015 - 21:06 in News

Pasqua all’insegna dell’anti-islamismo in Australia, dove in 16 città, sabato 4 aprile, migliaia di manifestanti si sono dati appuntamento per protestare contro il fondamentalismo con il Reclaim Australia Day.

Ma a Melbourne, Sidney, Brisbane, Adelaide, Hobart, Perth i contenuti andavano ben al di là di una protesta contro la radicalizzazione dei gruppi fondamentalisti islamici. Reclaim Australia, dice John Oliver, uno degli organizzatori di Sidney al «Mirror», “Non è contro una particolare razza o una particolare religione”. Ma sin dal nome, il timore che l’Australia si islamizzi riempie le manifestazioni di contenuti che vanno oltre il fondamentalismo e toccano burka, sharia, cibo halal, insegnamento dell’Islam nelle scuole, edificazione di moschee ecc. Ed è ciò che fa dire ad «Abc» Clare Fester, che ha organizzato la contromanifestazione di Sidney, che di fatto il Reclaim Australia Day è stato ideato proprio all’insegna del “razzismo e la discriminazione”.

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A difesa della multiculturalità in tutta l’Australia sono scese per converso altre migliaia di persone: tra gli organizzatori No Room for Racism Socialist Alliance, Socialist Alternative, organismi per la salvaguardia dei diritti civili, così pure associazioni e organizzazioni di rifugiati e attivisti per i diritti degli aborigeni. “È un’aggressione alla gente islamica e alle comunità islamiche presenti nel nostro paese” ha detto Fester.

Così in diverse città si è andati parecchio oltre le parole e le dichiarazioni. Violenti gli scontri tra anti-islamici, antirazzisti e polizia a Melbourne, dove quattro sono stati i feriti ricoverati in ospedale e tre gli arresti. Ma lo stesso è accaduto a Hobart, a Sidney e in numerose altre località.

M.B.

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