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Perù. La lotta contro le miniere illegali

_omissis_ on 28/07/2015 - 10:03 in Ambiente, Foreste e deforestazione

Lotta contro il narcotraffico ma anche contro le miniere illegali, che hanno già causato la deforestazione di 60mila ettari di foresta amazzonica, danni ambientali e sociali incalcolabili.  



In un’operazione senza precedenti in Perù, a metà luglio, sono stati sgomberati 55 campi di miniere illegali d’oro nell’area di La Pampa, regione di Madre de Dios, dove la deforestazione ha abbattuto 60 mila ettari di selva amazzonica per far posto alle attività minerarie.

A darne notizia è «El Telégrafo», che riporta le parole di Antonio Fernández, commissario incaricato di scoprire ed eliminare le miniere illegali nel paese: “Il passivo delle nostre risorse naturali è incalcolabile. Ogni ettaro di foresta perduto rappresenta la perdita di specie uniche di flora e fauna”.

È un fenomeno, quello delle miniere illegali con relativa deforestazione, che ha inizio in Perù dagli anni Ottanta e si estende lungo tutta la fascia tropicale del Sud America. Secondo uno studio condotto da Nora Álvarez, ricercatrice dell’università di Porto Rico, e pubblicato in gennaio sulla rivista «Environmental Research Letters», tra il 2001 e il 2013 sono scomparsi 1680 chilometri quadrati di foresta tropicale, deforestati per far posto ai campi e alle attività minerarie illegali.

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“Come il narcotraffico, le miniere illegali rappresentano per noi gravi problemi – ha commentato Fernández in una recente intervista con l’agenzia Afp – per questo abbiamo dovuto trovare alleati strategici. Abbiamo riunito una commissione tecnica a cui partecipano Ecuador, Bolivia e Colombia, e siamo in trattative con il Brasile”.

Altra componente indispensabile quella del Brasile, per poter realizzare la “deforestazione zero” promessa dalla presidentessa Dilma Rousseff, che spera di raggiungere nell’arco dei prossimi quindici anni combattendo la stessa piaga dell’attività mineraria illegale, presente in 9 dei 26 stati brasiliani.

Attività che prospera in Brasile, Guyana, nell’Amazzonia peruviana, nei fiumi colombiani, causando deforestazione, inquinamento da mercurio del suolo e dei corsi d’acqua, e danni sociali alle popolazioni. Soltanto nell’ultima operazione sono state tratte in salvo 32 donne, tratte in inganno a lavorare in miniera ma poi obbligate a prostituirsi.

Ma nelle miniere illegali sono impiegati anche bambini e adolescenti, per questo Perù e Brasile hanno annunciato una campagna contro il lavoro minorile in Amazzonia.


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