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Perù. Centinaia di nativi Achuar occupano e chiudono 16 pozzi petroliferi della Pluspetrol

Da oltre una settimana centinaia di nativi Achuar e Kichwa sono in lotta per vedersi riconoscere indennizzi dall’argentina Pluspetrol. “È ora che paghi per lo sfruttamento delle nostre terre e per la contaminazione delle nostre acque”.
Massimo Bonato on 02/02/2015 - 17:24 in Resistenze



54c8dc6606dbaI nativi Achuar di Pampa Hermosa è un po’ che sono ai ferri corti con la dirigenza della Pluspetrol. Martedì 27 gennaio aspettavano il direttore generale della società per iniziare la negoziazione degli indennizzi che richiedono, sia per llo sfruttamento delle loro terre, sia per la contaminazione acquifera della zona di confluenza del Corrientes e del Tigre, nell’omonima conca. Ma non si è visto nessuno, ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

In almeno 380 di loro hanno occupato simultaneamente 16 pozzi dell’area, nel lotto 1AB (anche conosciuto come Lotto 192) nella provincia amazzonica di Loreto y Datem del Marañón. Nel frattempo, i nativi Kichwa hanno bloccato il transito fluviale sul Tigre, impedendo così a otto imbarcazioni della Pluspetrol di raggiungere i siti per i consueti approvigionamenti di materiali e alimenti per i lavoratori. È quanto ha riferito agli organi di informazione Carlos Sandi, presidente della Federazione delle comunità dei nativi del Corrientes; mentre per parte sua, la Pluspetrol ha fatto sapere in un comunicato che l’occupazione sta provocando la perdita di 3100 barili di petrolio greggio al giorno.

Loreto-Pozo-lote-1ABIl Lotto 1AB in cui lavora la Pluspetrol è operativo dal 2001 e produce tra i 15 e i 17.000 barili di petrolio al giorno, ovvero il 25% dell’intero quantitativo di greggio estratto nel Perù.

Adesso, la Pluspetrol si dice disposta a riaprire il dialogo, ma “in un contesto di pace sociale”, il che significa non prima che i nativi abbiano abbandonao i pozzi, il blocco fluviale e stradale in atto a una settimana dal primo assalto. Blocchi per i quali si sta muovendo anche il governo, che pare abbia inviato, lunedì 2 febbraio, una delegazione di funzionari del ministero dell’Energia e delle Miniere, attesi all’aeroporto di Andoas.

Fonti: «Reuters», «DiarioAhora», «Lamula», «Publico», «observatoriopetrolero»

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