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Perù. Si aggrava il conflitto contro il progetto minerario Tía María

Contro il progetto minerario Tía María proclamate 72 ore di sciopero generale in tutta la provincia di Islay. Da 44 giorni nella Valle del Tambo cittadini e lavoratori incrociano le braccia.
Massimo Bonato on 06/05/2015 - 18:03 in Ambiente, Inquinamento

Prosegue la lotta nella Valle del Tambo e in tutta la provincia di Islay, in Perù. Mentre nella Valle del Tambo sono ormai 44 giorni che abitanti, contadini, ambientalisti hanno incrociato le braccia, procedendo a blocchi stradali, in città gli scioperi vengono progressivamente aumentando, per portare solidarietà alla Valle.

protesta_antiminera-tiamariaIn discussione ancora sempre il progetto minerario di Tía María, al quale lavora la Southern Perú Copper Corporation, per estrarvi oro e altri metalli. Progetto di una delle tante miniere a cielo aperto che spaventa i contadini della Valle del Tambo e delle città come Arequipa o Mollendo, nella provincia di Islay. Ne va delle falde acquifere e del fiume Tambo stesso che approvvigiona 12 mila ettari di coltivi, e si teme possano essere contaminate dall’uso di acido solforico e altre sostanze necessarie all’estrazione.

Il Frente de Defensa del Valle del Tambo ha proclamato da martedì 5 maggio 72 ore di sciopero nelle città di Arequipa, Mollendo, Mejía, Matarani: fermi i mercati, chiuse le attività commerciali e le scuole, ridotti al minimo garantito i servizi di trasporto pubblico.

11143202_615983281837663_6522923767865497993_nSi è svolta in mattinata una grande manifestazione, che si lasciava già alle spalle gli scontri della notte: alle 2 del mattino un gruppo di attivisti aveva iniziato un blocco stradale nella zona di Alto Inclán, dove si trova il mercatino di Tupac Amaru. L’intervento della polizia ha portato a nuovi scontri in cui due persone sono rimaste seriamente ferite da colpi di arma da fuoco, e una terza ha perso la vita: Henry Checlla Chura, un muratore di 35 anni, colpito a una spalla e a un polmone, e deceduto poco dopo il ricovero all’ospedale di Mollendo.

E ancora, la polizia è intervenuta al suo funerale in forze, la mattina del 6 maggio, mentre qualche migliaio di persone accompagnava il feretro di Henry Checlla Chura. La presenza di circa 200 agenti in tenuta antisommossa a un funerale procurato proprio da quella violenza con cui era stato contrastato il blocco stradale di due notti addietro ha fatto scaturire nuovi scontri, che hanno trasformato le esequie in un campo di battaglia, con lancio di pietre da un lato e di lacrimogeni dall’altro.

Sono ormai 5 i morti in questa lotta popolare e oltre 50 i feriti più o meno gravi prodotti dai sempre più frequenti scontri.

Fonti: RPP Noticias, Periodismo en linea, El Comercio, Diario Correo

M.P.

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