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Per la Russia, l’Ucraina è una minaccia nucleare. Da quando la americana Westinghouse la rifornisce

“Il nucleare ucraino è un pericolo per la Russia e per l’Europa” dichiara il ministero degli Esteri russo, preoccupato per la rifornitura di combustibile della americana Westinghouse
Massimo Bonato on 01/01/2015 - 13:04 in Ambiente, Nucleare

Finisce l’anno e la Russia si preoccupa della situazione nucleare ucraina. I quotidiani moscoviti come «Moskovkie Konsomolets» riportano le preoccupazioni del ministero degli Affari Esteri russo, secondo il quale l’Ucraina rappresenterebbe una minaccia per la Russia e per l’Europa occidentale, da quando ha sostituito gli elementi del combustibile dei suoi reattori nucleari, di fabbricazione russa, con quelli della statunitense Westinghouse. “Il caso Westinghouse mostra fretta e inaccettabile sprezzo per la sicurezza nell’ambito dell’energia nucleare” dichiara in un comunicato il ministero degli Affari Esteri.

La diplomazia russa ha messo infatti in discussione la qualità dei gruppi combustibili prodotti dalla Westinghouse per i reattori da 1000 megawatt di potenza fabbricati in Russia, e raffreddati ad acqua pressurizzata.
La preoccupazione è che l’uso di barre di zirconio arricchito di uranio produca un incidente analogo a quello accaduto alla centrale ceca di Temelin: “un gravissimo incidente” sottolinea il ministero russo.
Incidente che ha però forse, se non soprattutto, carattere diplomatico. Soltanto il 30 dicembre, il presidente della Westinghouse per Europa, Medio Oriente e Africa, Yves Brachet, ha infatti firmato con Kiev l’accordo per estendere la fornitura di combustibile  fino almeno al 2020.

Del resto l’Ucraina si trova in piena emergenza energetica, dopo aver perduto la maggior parte delle sue miniere di carbone che servivano ad alimentare le centrali termiche, per la separazione dei territori di Donetsk e Lugansk.
La Russia si è offerta di rifornire l’Ucraina di elettricità e di un milione di tonnellate di carbone al mese senza pretendere pagamenti in anticipo. Cosa che fa dire al ministero degli Affari esteri russo che anche nel settore nucleare “l’Ucraina non ha motivo di preoccuparsi per la sicurezza del combustibile nucleare fornito dalla Russia”. Una dichiarazione che fa leva su quanto accaduto nei giorni scorsi alla centrale elettronucleare di Zaporozhie, regione centromeridionale dell’Ucraina, in cui i responsabili dell’impianto hanno cercato di mettere a tacere una fuga radioattiva e lo spegnimento del reattore 6, al momento il più grande d’Europa. Secondo Denis Pushilin, uno dei leader dei ribelli di Donetsk, fonte di «Moskovkie Konsomolets», l’incidente sarebbe avvenuto proprio durante l’installazione delle barre di combustibile nucleare fornito dalla Westinghouse.

M.B.


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