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Parigi. Cop21 blindato, vietate manifestazioni e proteste

Attesi 200mila attivisti da tutto il mondo per le due grandi manifestazioni di inizio e fine summit. Ma al Cop21 prevale la paura. Per il ministro degli Affari esteri si tratta di “evitare ogni rischio extra”. Chiusi i 285 punti di accesso alla nazione con un imponente dispiegamento di forze.
Massimo Bonato on 19/11/2015 - 10:53 in Ambiente, Cambiamenti climatici, News

Attesi 200mila attivisti da tutto il mondo per le due grandi manifestazioni di inizio e fine summit. Ma al Cop21 prevale la paura. Per il ministro degli Affari esteri si tratta di “evitare ogni rischio extra”. Chiusi i 285 punti di accesso alla nazione con un imponente dispiegamento di forze.



La XXI Conferenza delle Parti (Cop21) si svolge a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre. Raduna i capi di stato di 195 Paesi con circa 40mila presenze tra ministri, segretari, delegati, giornalisti, osservatori, Ong e altri invitati riuniti a discutere sulle misure necessarie ad affrontare le emissioni che provocano il surriscaldamento globale e i relativi cambiamenti climatici.

Dopo gli attentati del 13 novembre, non bisognava essere profeti per aspettarsi che il tema della sicurezza e dell’ordine pubblico avrebbero prevalso: sigillati i 285 punti di accesso alla Francia con un immenso dispiegamento di forze, si aggiungeranno alle già presenti forze di polizia 5000 agenti tra polizia ed esercito, per garantire lo svolgimento del summit.

“La situazione venutasi a creare dopo gli odiosi attacchi del 13 novembre, e le inchieste da allora in corso, richiedono che le condizioni di sicurezza vengano rinforzate” ha dichiarato in un comunicato il ministro per gli Affari esteri Laurent Fabius, che presiederà il vertice.

Così, mercoledì 18 novembre è arrivata la cancellazione delle due imponenti manifestazioni che avrebbero dovuto aprire e chiudere il Cop21, pianificate l’una per il 29 novembre, la seconda per il 12 dicembre. Parigi si attendeva non meno di 200mila persone, attivisti da tutto il mondo, che gli organizzatori incoraggiano comunque a raggiungere la capitale francese, con la speranza di trovare soluzioni alternative alle due grandi manifestazioni. In tutto il mondo, durante il Cop21 parigino, sono in programma 2137 altri eventi, tra cui una cinquantina di cortei, per sostenere la necessità che i potenti cambino risolutamente rotta sulla gestione del pianeta, sulla quantità di emissioni prodotte dalle industrie e sullo sfruttamento delle energie rinnovabili in sostituzione di petrolio, carbone e gas, e si risolvano a porre un rimedio definitivo a cambiamenti climatici che potrebbero diventare irrevocabili.

“Adesso è ancora più importante che la gente ovunque marci nel fine settimana del 29 novembre, anche in nome di coloro che non lo potranno fare – dice Emma Ruby-Sachs del gruppo Avaaz – dimostrando di essere più determinati che mai nel rispondere alle sfide con la speranza e non con la paura”.

Le aspettative su questo Cop21 sono altissime per tanti motivi, primo dei quali l’urgenza di trovare soluzioni efficaci. I negoziatori sperano che la conferenza conduca a un forte accordo internazionale sui cambiamenti climatici, ma molti attivisti sono concordi nel ritenere che nessun accordo che oltre al negoziato non trovi pronto impatto su industria ed energia sarà sufficiente.

“Anche se i nostri piani a Parigi devono cambiare il movimento per la giustizia climatica non deve rallentare – ha scritto in un comunicato l’organizzatore francese Nicolas Haeringer di 350.org – Insieme continueremo a schierarci contro la violenza e l’odio, con la pace e la determinazione”.

Intanto restano confermati i concerti in programmi di Thom Yorke, Patti Smith, Flea e diversi altri artisti.

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