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No Muos. Lanciato il terzo satellite, mentre si attende ancora la risposta del Tar

Gli Stati Uniti si portano avanti con il lavoro e lanciano Atlas V, il terzo satellite che entra a far parte della costellazione Muos. In Sicilia però si attende ancora che il Tar si esprima sulla legittimità delle autorizzazioni alla costruzione delle antenne Muos.
_omissis_ on 21/01/2015 - 12:17 in Resistenze



Atlas V è stato lanciato in serata dalla base di Cape Canaveral. Dei cinque previsti per la costellazione Muos è il terzo a entrare in orbita. Ma a terra, il Coordinamento Regionale dei Comitati No Muos attede ancora di conoscere la sentenza del Tribunale amministrativo regionale sulla legittimità delle autorizzazioni alla costruzione delle antenne Muos a Niscemi (Caltanisetta). La sentenza del Tar infatti potrebbe ribaltare la situazione, giudicando illegittime le autorizzazioni e l’opera stessa. Intanto però il satellite della Marina militare statunitense è in orbita, incurante delle decisioni dei tribunali italiani, della volontà dei cittadini e del parere degli esperti.

“Il progetto ha attualmente più di 5 anni di ritardi dovuti a problemi ingegneristici e all’opposizione degli attivisti No Muos” scrivono in un comunicato rilasciato mentre il satellite perforava l’atmosfera.

Il 6 ottobre 2021 il cantiere fu sequestrato su richiesta del Pm di Caltagirone ma dissequestrato subito dopo su ricorso del ministero della Difesa. Le autorizzazioni furono prima sospese e poi revocate dalla Regione Sicilia, e i lavori di completamento dell’opera non si sono quindi mai veramente fermati.
“Durante la revoca, infatti, furono proprio gli attivisti No Muos, mamme, studenti e cittadini di ogni parte della Sicilia a far rispettare lo stop imposto al cantiere attraverso la pratica dei blocchi stradali, pesantemente sanzionata dal prefetto Valente, lo stesso che secondo alcune mail trafugate dagli hacker di Anonymous, rassicurava il Ministero della Difesa e gli Usa sulla continuazione dei lavori nel cantiere. La ‘legalità’, con cui molti parlamentari e politici continuano a riempirsi la bocca, fu dunque imposta a caro prezzo, compresi arresti e denunce, da parte degli attivisti”.

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