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No al fracking anche dai birrai tedeschi: “Difendiamo le acque di sorgente”

In Germania il “fracking”, non sarà più consentito vicino le sorgenti per salvaguardare le falde acquifere.
_omissis_ on 04/05/2015 - 16:30 in Ambiente, Fracking

di Giuseppe Mautone*

In Germania il “fracking”, la tecnica di fratturazione idraulica che permette di scavare nel terreno usando la pressione dell’acqua e di altri materiali utilizzata sopratutto per la ricerca di gas naturale e petrolio, non sarà più consentito vicino le sorgenti per salvaguardare le falde acquifere. Una buona notizia per i produttori di acqua minerale in bottiglia e per i birrifici che contano sulla purezza dell’acqua per produrre le loro birre.

fracking1Ogni stato federale potrà individuare dei luoghi dove il fracking non potrà avvenire per proteggere la purezza dell’acqua. Friedrich Duell, presidente dell’Associazione Birrai Bavaresi e titolare di un birrificio di ben 350 anni a Krautheim, Franconia, ha dichiarato in un’intervista:”Abbiamo bisogno di acqua pulita per produrre le nostre birre. Se i nostri pozzi non sono protetti, il nostro business è minacciato. Il fracking è una tecnologia ad alto rischio e abbiamo visto abbastanza spesso acque contaminate negli altri paesi”. Sappiamo tutti quanto i tedeschi tengano alla qualità della loro birra, non a caso è la terra del “Reinheitsgebot”, la legge della purezza del 1516, che impone l’uso soltanto di malto, luppolo e acqua per produrre la birra.

Questa tecnologia è molto discussa, da una parte c’è il governo che vuole portarla avanti visto che punta a chiudere le centrali nucleari entro il 2022 insieme alle lobby, tra cui l’unione VCI, le quali fanno notare che un miglioramento del mercato energetico statunitense ha permesso un abbassamento del costo dell’energia e una maggiore competitività nel mercato mondiale, mentre dall’altra l’opinione pubblica fortemente contraria a questa pratica, che consiste nello scavare centinaia di pozzi nel terreno usando acqua, sabbia e olii industriali, deturpando il paesaggio. Il governo tiene comunque in considerazione l’ipotesi di ricorrere a questa tecnologia ma nel frattempo i birrai possono tirare un respiro di sollievo.

*Giornale della Birra

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