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Minimo storico per il ghiaccio della Calotta polare artica

L’inverno è terminato e si contano i danni. Il caldo record ha spinto il ghiaccio della calotta polare artica al minimo storico: persi 1,6 milioni di km quadrati di ghiaccio in 35 anni
Massimo Bonato on 02/04/2016 - 18:11 in Ambiente, Cambiamenti climatici

L’inverno è terminato e si contano i danni. Il caldo record ha spinto il ghiaccio della calotta polare artica al minimo: persi 1,6 milioni di km quadrati di ghiaccio in 35 anni

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L’inverno è terminato e si contano i danni. È stato un inverno di caldo record, che ha spinto il ghiaccio della calotta polare artica al minimo storico, secondo i dati pubblicati dal National Snow and Ice Data Center dell’università di Boulder in Colorado (Nsidc). 

Il ghiaccio marino artico si espande e si restringe a seconda delle stagioni, e ricopre la maggior parte del territorio a fine marzo, alla fine cioè dell’inverno artico, quando la calotta mostra la sua massima espansione. I primi dati satellitari della NASA – del 24 marzo − mostrano che quest’anno la massima estensione di ghiaccio invernale si è abbassata ulteriormente: con una calotta glaciale che copre 14.520 milioni km quadrati, ovvero 1,6 milioni di km quadrati in meno rispetto alla dimensione che presentava tra il 1981 e il 2010 (5 volte l’Italia).

È stato l’inverno più caldo mai registrato un po’ lungo tutto il pianeta, con temperature medie di 1,13° C sopra la media del XX secolo, secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Temperatura che nella regione artica ha superato di 16° C la media stagionale, provocando lo scioglimento dei ghiacci. “È molto più facile scaldare qualcosa di freddo che qualcosa già di per sé caldo” dice a «Time» Sean Sublette, meteorologo al Climate Central.

Da un lato il surriscaldamento globale in corso, che da decenni ormai prosegue,d’altro canto eventi annuali come El Niňo, ma anche fenomeni più localizzati, come la maggiore disponibilità ad assorbire raggi solari da parte dell’acqua che resta sulla superficie del ghiaccio accelerando il processo di fusione, sono responsabili di un sempre maggiore discioglimento dei ghiacci perenni della calotta polare artica.

Un record, quello attuale, che non è detto non sia destinato a non essere superato negli anni a venire.



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