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Malesia. Scoperte 139 fosse comuni di emigranti finiti nella rete del traffico di esseri umani

Scoperte fosse comuni vicine a campi clandestini in cui emigranti bengalesi e rohingya sono stati tenuti prima di essere venduti come schiavi.
Massimo Bonato on 25/05/2015 - 10:30 in Diritti

Un’operazione della polizia malese condotta tra l’11 e il 23 maggio, di cui dà notizia Reuters, ha portato alla scoperta di 139 fosse comuni lungo il confine tra Malesia e Thailandia.

Una tragedia nella tragedia. Proprio mentre salgono alla ribalta tanto il calvario dei migranti che approdano dopo mesi di navigazione alle coste dell’Indonesia, quanto il traffico di esseri umani che dal sud della Thailandia vengono venduti ai pescatori come schiavi.

A neanche un mese dal ritrovamento in Thailandia di una fossa comune contenente i resti di 26 persone, ora se ne scavano altre in Malesia, a poche centinaia di metri, a cavallo del confine tra i due Paesi. Alcune contengono un solo corpo, altre più d’uno, per un totale di 139 fosse dislocate in aree in cui sono stati rinvenuti resti di campi di raccolta clandestini, in cui gli immigrati sono stati tenuti prima di essere venduti. Il sospetto che si tratti quindi di resti di bengalesi o rohingya finiti nelle maglie di trafficanti di esseri umani è fondato, ed è ciò su cui stanno indagando polizia e ministero dell’Interno malese.

M.B.






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