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La procura di Caltagirone sequestra il Muos di Niscemi

Massimo Bonato on 01/04/2015 - 17:03 in Resistenze

Dopo la sentenza del Tar di Palermo del 13 febbraio e la ripresa dei lavori solo il 26, cosa che aveva fatto dire che agli Usa non fregava nulla della giustizia italiana, oggi arriva il sequestro del cantiere Muos “per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente nella riserva naturale di Niscemi (Caltanissetta), al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare”.

Soltanto il 30 marzo, ancora una volta la base Nrtf della Marina statunitense, in cui vengono installate le antenne satellitari Muos, era stata oggetto di visita da parte di una delegazione di senatori e deputati del M5S. Aveva potuto rendersi conto dello stato dei lavori, della deturpazione ambientale a cui era stata sottoposta la sughereta di Niscemi, di quanto quest’area della Sicilia risultasse ormai militarizzata.

Oggi, mercoledì 1 aprile alle 15,30, si legge in un comunicato del movimento No Muos “Gli ufficiali giudiziari, i Carabinieri di Niscemi e Caltagirone, i vigili urbani di Caltagirone, la Polizia di Niscemi, accompagnati da alti ufficiali provenienti da Sigonella hanno fatto ingresso nella base di contrada Ulmo”.

A pochi giorni dalla manifestazione nazionale No Muos proclamata per il 4 aprile, il procuratore Giuseppe Verzera, della procura di Caltagirone ha ordinato il sequestro dell’impianto Muos di Niscemi.

“Nonostante la competenza territoriale per il territorio niscemese sia passata al Tribunale di Gela non ci sorprende che il sequestro sia avvenuto su richiesta della Procura di Caltagirone, precedentemente competente. Evidentemente i reati contestati si riferiscono ad un lungo lasso di tempo, emersi grazie al costante lavoro degli avvocati” scrive il movimento No Muos. Un lungo lasso di tempo costellato di lotte e marce e invasioni pacifiche della base, ma anche di denunce, perquisizioni, incarcerazioni.

M.B.

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