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La maternità e “la lista delle cose da fare”

Maternità, carriera, lavori domestici, vita coniugale e ansia sono inseparabili compagni di viaggio di tutte le madri. E i padri potrebbero fare di più.
_omissis_ on 21/06/2015 - 09:20 in MondoD

di Nicoletta Lucheroni

Maternità, carriera, lavori domestici, vita coniugale e ansia sono inseparabili compagni di viaggio di tutte le madri.

Dai dati ISTAT emerge che nel 2012 in Italia:

  • il 22,4% delle madri occupate all’inizio della gravidanza, non lo era più a due dalla nascita del figlio;
  • il 42,8% di quelle che hanno continuato a lavorare dichiara di avere problemi nel conciliare l’attività lavorativa e gli impegni familiari.

Ma, anche se in molti paesi europei la situazione è migliore che a casa nostra, il problema di condivisione dei compiti col compagno e la perdita delle opportunità lavorative sono temi caldi un po’ ovunque.

In un articolo per «Slate», Beatrice Kammerer, blogger e mamma ha spiegato come sia tabù per una donna lamentarsi della maternità, soprattutto se il suo partner la aiuta con le faccende domestiche.

Perché c’è tutta una serie di lavori invisibili di default – genitore uno che nessuno conosce né riconosce.

Perché al di là di tutti i lavori di casa, la madre è, di solito, la persona che sostiene quasi totalmente il carico di ansia. Sul «New York Times»,  Judith Shulevitz scrive:

“Vorrei dire che i padri e le madri si preoccupano tanto uno quanto l’altro. Ma non questo è il caso. Dimenticate quello che dicono quel vostro paio di amici che ha ciascuno una propria carriera e dichiara di vivere al 50/50. Gli studi sociologici di coppie eterosessuali di tutte le fasce sociali confermano che sono le madri a scrivere elenchi lunghissimi di cose da fare mentre i padri solitamente si devono sforzare per scriverne un paio. La donna, la mamma, è costantemente preoccupata e ciò può alterare la concentrazione nel suo lavoro, disperdere o liquidare le proprie possibilità di carriera.

La routine che richiede tempo, per capire e organizzare è forse uno degli ostacoli più difficili da governare per l’accesso delle donne alla parità sul posto di lavoro”.

Uno studio condotto dai sociologi Annette Lareau e Weininger B. Elliot dimostra che esiste una correlazione tra il salario delle madri e le attività svolte dai loro bambini: più i piccoli svolgono attività extrascolastiche (teatro, piscina, corsi di musica ecc.), meno le madri guadagnano. Questo perché sono costantemente concentrate sui figli: tutto deve essere perfetto (merenda, orari, compiti, ricerche, informazioni).

Una correlazione che non si riscontra per i padri.

N.L.


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