/ Cultura / La Cina inaugura una università alla settimana

La Cina inaugura una università alla settimana

I laureati in Cina superano quelli di Unione Europea e Stati Uniti messi assieme, e il gigante asiatico si trova nella necessità di sopperire alla richiesta aprendo sempre nuove università.
Massimo Bonato on 21/03/2016 - 14:41 in Cultura

I laureati in Cina superano quelli di Unione Europea e Stati Uniti messi assieme, e il gigante asiatico si trova nella necessità di sopperire alla domanda aprendo sempre nuove università.



La Cina sta conducendo una rivoluzione silenziosa che comporterà probabili stravolgimenti nella composizione mondiale dei laureati. I cinesi sono tanti, è risaputo, ma in proporzione la Cina sta licenziando più laureati di Stati Uniti ed Europa messi assieme.

Il risultato è una forte domanda alla quale il Paese deve far fronte con una offerta senza precedenti. Per questo la Bbc riferisce che il ritmo raggiunto dal gigante asiatico è dell’inaugurazione di quasi una nuova università a settimana.

Per decenni, il primato di laureati è stato degli Usa, che hanno in questo modo anche monopolizzato il mercato professionale. Ma è un panorama destinato a cambiare, e anche rapidamente se, come pare, il divario va aumentando, con una crescita dei laureati cinesi tra i 25 e i 34 anni del 300% entro il 2030.

Studiare negli Stati Uniti è sempre più costoso; l’Europa, in generale, ha posto un freno al moltiplicarsi delle università con strategie e dinamiche distinte da stato a stato, ma con il fine comune di risparmiare sull’erogazione dei fondi destinati alla pubblica istruzione.

Ma al contrario di quanto avviene in Stati Uniti ed Europa in cui l’insegnamento universitario va rallentando il passo, un’accelerazione l’ha avuta proprio in Cina, e in India pure.

Universitarios-chinosNel 2013 il 40% dei laureati cinesi ha dedicato i propri studi a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica: oltre il doppio di quelli statunitensi. E saranno loro a condurre nel prossimo futuro i giochi delle dinamiche economiche. Entro il 2030, Cina e India potrebbero iniettare nel mercato planetario il 60% dei laureati in queste discipline, contro l’8% proveniente dalle università europee e il 4% statunitense.

Il pericolo, anche per i due grandi Paesi, è di trovarsi un certo punto a che fare con un eccesso di personale qualificato. Ma non è ciò che avviene comunque ora, che queste “super” qualificazioni vedono ancora i propri compensi crescere.

E cresce la competenza e la qualità degli insegnamenti, a dispetto della quantità di offerta necessaria a soddisfare la domanda interna. Negli agoni matematici tra i Paesi aderenti alla Organizzazione per la Cooperazione dello Sviluppo Economico, gli studenti quindicenni di Shangai hanno ottenuto in matematica qualificazioni migliori dei loro coetanei statunitensi.

Una bella sfida per l’occidente europeo e statunitense che dovrà riuscire a difendere la propria tradizione universitaria e il sapere stesso, che sembra spostare vistosamente il baricentro dove più se ne sente il bisogno, dove si è sempre pensato che la povertà regnasse sovrana, ma la sete di sviluppo e di benessere fa da sprone anche presso governi e fondazioni. Tutto starà nel tenere il passo, ora che Stati Uniti ed Europa hanno da tempo il fiato corto.

Comments are disabled
Rate this article

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: