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In Cile la piantagione di marijuana legale più grande del Sud America

Massimo Bonato on 27/10/2015 - 08:02 in Salute

Il governo cileno ha autorizzato in questi giorni una piantagione di marijuana da 7000 piante, utilizzata a scopo terapeutico. Servirà per combattere il cancro e nei pazienti affetti da epilessia.



Il governo cileno ha approvato la piantagione di marijuana più grande del Sud America, composta da 7000 piante. La piantagione servirà un totale di 4000 pazienti oncologici, pazienti con epilessia refrattaria ai trattamenti medici, o che soffrano di dolori cronici. Il permesso è stato rilasciato al Servicio Agrícola Ganadero (SAG) del Maule.

La legittimazione all’uso della Cannabis in ambito farmaceutico non ne legalizza altrimenti la vendita al dettaglio e l’uso personale, che rimangono illegali e sanzionati con pene detentive.

Il progetto è volto alla produzione, − raccolta e trattamento − di marijuana a scopi medicinali “che permetta di avanzare nella ricerca e scoperta delle sue applicazioni terapeutiche” si legge nel comunicato rilasciato dalla Fundación Daya − fondazione senza scopo di lucro che promuove le terapie alternative per alleviare la sofferenza − a cui è stata rilasciata l’autorizzazione. È questo un progetto che pone il Cile all’avanguardia in America Latina nella ricerca sulla Cannabis medicinale.

imagesIl fitofarmaco sarà sviluppato nel laboratorio Knop e nell’Istituto di Salute pubblica e utilizzerà ogni parte della pianta; un’intesa tra pubblico e privato, sostiene la Fundación Daya, che sarà in grado di sviluppare un prodotto a basso costo.

Tuttavia, questa piantagione non è che un primo passo verso il pieno riconoscimento dello Stato che esiste un uso terapeutico diffuso della marijuana. Un esempio è il gruppo di madri che si fa chiamare Mamá Cultiva e coltiva clandestinamente la Cannabis dal cui olio riceva il medicamento da somministrare ai figli colpiti da epilessia refrattaria.

“È necessario arrivare alla regolamentazione del consumo di marijuana medicinale da parte della gente. Bisogna stabilire un criterio, quantità di superficie coltivata, ceppi, processi standardizzati che permettano alle persone di avere le proprie piante di marijuana per scopi terapeutici” dichiara a «Los Andes» Sergio Sánchez, esperto in politica delle droghe nel Collegio medico regionale di Santiago.

Sarebbe inoltre opportuno redigere un elenco dei farmaci prodotti dalla marijuana già presenti e utilizzati all’estero, per accelerare il processo di ricerca, nonché concederne l’uso in modalità che non arrechino danno all’organismo, come per esempio la vaporizzazione, o ancora, decidere qualità della pianta, ceppo, concentrazioni d’uso che si possano rendere legali e utilizzabili dalle persone.

Temi che la Commissione per la Salute pubblica dei deputati deve discutere in un progetto complessivo, il quale, se sarà approvato dal Congresso, porrà le basi per una definitiva depenalizzazione della marijuana a scopo terapeutico anche privato.


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