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Ilaria Dolino a Susa. Nel blu

Vernice questa sera alle 19 per la pittrice Ilaria Dolino, allo spazio QB di Susa (via Mazzini, 7).
Massimo Bonato on 12/04/2014 - 21:54 in Arte

di Massimo Bonato
Dopo diverse collettive e alcune personali, Ilaria Dolino espone Nel Blu. Mostra che sin dal titolo è dichiarazione d’intenti confermata dalle opere. Lei stessa definisce il proprio lavoro come “linguaggio pittorico, in bilico tra astratto e figurativo, caratterizzato dalla presenza costante del blu e del viola”. Il bilico è cifra di questo chiaroscuro, del gioco d’ombre che la pittrice dosa perché la luce emerga disegnando i contorni, o esplodendo dalla tela, emergendo da buie tonalità che graduano i toni, sprofondando lo sguardo.

E il blu non è soltanto una scelta di campo, di colore. È anche la rappresentazione stessa di quel confine tra cielo e terra, di un orizzonte acqueo che l’artista perlustra. Allora il bilico, il Frammento, Tra vento e pioggia, il confine o Onirica non sono più soltanto parole che compaiono costantemente nelle sue opere, non sono soltanto titoli attribuiti a una singola tela, ma tracciano un percorso di senso, questo sì preciso, lineare. È il suo manifesto, costruito attraverso parole che si situano sempre su un territorio di frontiera, nel quale il dato, il reale viene interiorizzato e riletto emozionalmente.

Un’indagine questa che trascende inevitabilmente la singola opera e crea un tessuto narrativo complesso. Se è vero infatti che l’artista si pone a un bivio tra l’astrattismo e il figurativismo, piega quest’ultimo al primo facendolo diventare occasione, pretesto, per delineare per tratti una condizione dell’essere o dell’ambiente, ambiente umano, sociale, territoriale. Anche quando il sociale è preponderante, come in Val di Susa - Ai confini della realtà tra filo spinato e gas CS, o prevalente è l’aspetto interiore, come in Inquietudine in viola, Ilaria Dolino concentra le zone d’ombra ai margini o stilizza sino a lasciare presagire le forme e i volumi o abbagliare con una luce che emerge da l profondo, ma lascia soli. Soli con la tela. Tele di colori soli. Scegliere nella definizione chiaroscurale un colore solo, significa gettare un velo su tutta la realtà facendola trasparire dal proprio mondo interiore. Blu. Anche il blu, anche il viola in fondo non sono che fragmenti di una tavolozza a spettro notoriamente più ampio. Come ampi ci si immagina possano essere i bordi di molte atrazioni che la pittrice propone, al limite di un’interpretazione di orditi digitali per alcuni, di architetture complesse per altri sino a composizioni che potrebbero disporsi a frattali, infinitamente riproducenti la struttura originaria. Allora è impossibile dire tutto, dire ogni cosa del reale, scoprirsi interamente e interamente abbandonarsi. Quel che si può lasciare sono cenni, autonomi in sé, certo, ma in cui ciascuno deve potersi leggere recuperandone l’interezza.
La mostra resterà aperta dal 12 aprile al 3 maggio

M.B. 12.04.14

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