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Il Canada e il “problema indiano”. Il genocidio dei nativi

Nei college del Canada, molti bambini nativi sono stati picchiati, torturati, violentati, usati per esperimenti medici e uccisi. È la terribile verità che emerge dall’inchiesta dello Stato canadese e della Commissione di riconciliazione (TRC) che hanno appena pubblicato la relazione.
_omissis_ on 27/06/2015 - 19:30 in Diritti

di Nicoletta Lucheroni

Nei college del Canada, molti bambini nativi sono stati picchiati, torturati, violentati, usati per esperimenti medici e uccisi. È la terribile verità che emerge dall’inchiesta dello Stato canadese e della Commissione di riconciliazione (TRC) che hanno appena pubblicato la relazione.

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Il mandato del TRC è venuto dalla class action (e la successiva liquidazione) dei sopravvissuti dei college canadesi che volevano la verità e il riconoscimento del genocidio perpetratosi in quelle scuole.

La relazione di sintesi rappresenta più di sei anni di ricerca storica, di indagine e di raccolta di documentazione delle vicende di oltre 6.750 sopravvissuti.

I college erano stati creati e progettati dal governo federale per eliminare il “problema indiano” in Canada – non diversamente dai convitti indiani creati dal Bureau of Indian Affairs negli Stati Uniti.

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Il governo federale, in collaborazione con le Chiese di varie denominazioni (soprattutto cattolici), costrinse i bambini indiani a lasciare le proprie famiglie e comunità per vivere in college che avrebbero dovuto integrarli, dopo una opportuna istruzione, nella società canadese bianca.

Invece i bambini nativi erano, per la maggior parte, affamati, picchiati, torturati, violentati e usati come cavie. Da alcune scuole nessun bambino indigeno è mai uscito vivo.

Mentre alcuni hanno caratterizzato il problema indiano come il desiderio da parte del Canada di cancellare le differenze culturali, la realtà aveva molto più a che fare con il potere e l’economia. È stata studiata, per questi piccoli, una vera e propria “soluzione finale”. Non si volevano togliere agli indiani le proprie tradizioni, la propria lingua e la propria cultura. Il desiderio era proprio quello di sbarazzarsi definitivamente del “problema indiano”.

Per le Nazioni Unite si è trattato di un vero e proprio genocidio.

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Le polizia, il governo federale, i funzionari della Chiesa, tutti sapevano cosa stava accadendo in quei college. Ed erano crimini, allora come oggi, ma nessuno ha fermato quella strage silenziosa.

Pur avendo subito molti decessi dovuti alle malattie provenienti e causate dal contatto europeo e dalle varie aggressioni coloniali, i popoli nativi sono sopravvissuti, non hanno rinunciato alla propria sovranità, ai propri diritti e alla responsabilità sui loro territori.

I diritti degli indiani, i diritti dei trattati e il rifiuto di morire ha impedito i tentativi del Canada di insediarsi e svilupparsi senza ostacoli.

Il più grande errore che potrebbe venire da questo rapporto sarebbe, per i canadesi, di storicizzare quello che è successo. La politica indiana non è un capitolo triste del passato ma una realtà letale per i nativi oggi: ci sono più bambini nativi a carico dello Stato ora che durante il periodo dei college.

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L’attuale politica del Canada di sottofinanziamento dei servizi nelle riserve indiane, come il cibo, l’acqua, servizi igienico-sanitari, l’alloggio, la salute e l’educazione, conduce alle morti premature dei popoli nativi.

Le popolazioni indigene sono presenti nelle carceri con una tasso 10 volte maggiore di quello nazionale e il problema sta peggiorando.

Negli ultimi dieci anni, la popolazione carceraria indigena è costantemente aumentata di oltre il 56%.

Negli ultimi 30 anni, ci sono stati più di 1200 casi di donne indigene uccise o scomparse.

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Niente di tutto questo accade perché praticano culture diverse, ma perché sono nativi – ostacoli al libero accesso ai loro territori, allo sviluppo e all’estrazione delle risorse.

L’intento dei trattati firmati tra il governo federale e le nazioni indigene è sempre stato quello di condividere pacificamente queste terre.

Nonostante tutti gli orrori dei college, le nazioni indigene hanno mantenuto le loro promesse. Sarebbe ora che cominciasse anche il governo canadese.

Fonte: teleSUR

N.L.


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