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Giornalista rinviato a giudizio per aver raccontato le proteste dei No Tav

Davide Falcioni, giornalista di Fanpage.it, è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Torino: nel 2012 raccontò una protesta pacifica del Movimento No Tav, ora è accusato di violazione di domicilio.
_omissis_ on 06/04/2016 - 19:06 in Resistenze

Davide Falcioni, giornalista di Fanpage.it, è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Torino: nel 2012 raccontò una protesta pacifica del Movimento No Tav, ora è accusato di violazione di domicilio.

Dopo aver processato le opinioni di Erri De Luca il Tribunale di Torino si accinge a fare la stessa cosa con la cronaca: il giornalista di Fanpage – e in passato di AgoraVox – Davide Falcioni è stato infatti rinviato a giudizio due giorni fa con l’accusa di “concorso in violazione di domicilio”: nell’agosto del 2012, infatti, il reporter si recò in Val di Susa per documentare la lotta del Movimento No Tav contro la costruzione della linea ferroviaria Torino – Lione. Falcioni rimase a lungo nell’area del campeggio organizzato ogni estate dagli attivisti e prese parte anche a tutte le iniziative, compresa l’occupazione – pacifica e lunga poco più di un’ora – della sede della Geovalsusa, ditta che all’epoca partecipava ai lavori per la costruzione del tunnel dell’alta velocità. Il giornalista si accodò ai manifestanti e documentò quanto accadeva, scrivendone in seguito in diversi articoli pubblicati su AgoraVox (qui e qui).

Davide Falcioni rinviato a giudizio

Nel novembre del 2014 il “colpo di scena” da parte della Procura di Torino. Durante il processo su quei fatti a carico di 19 No Tav, Falcioni – che fino a quel momento non era stato coinvolto dall’inchiesta – si rese disponibile a testimoniare in difesa degli imputati. Nel corso dell’esame in aula, tuttavia, il Pubblico Ministero, Manuela Pedrotta, interruppe l’esame del giornalista nel momento esatto in cui egli disse che – all’interno dei locali della ditta Geovalsusa – “il clima era sereno”. Fu così che al reporter venne comunicato – seduta stante – che viste le sue dichiarazioni sarebbe stato indagato per lo stesso reato ascritto agli altri imputati, quello di violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose segue su FanPage

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