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Ghana. Pericolo inondazioni. Demolita Sodoma e Gomorrah, la più grande baraccopoli di Accra

Ruspe e polizia hanno fatto ingresso in Old Fadama, Sodoma e Gomorrah, la baraccopoli più grande del Ghana alle porte di Accra, e l’hanno demolita. Migliaia di senzatetto in un giorno e scontri nella capitale.
Massimo Bonato on 27/06/2015 - 12:26 in News

Sabato 20 giugno le ruspe sono entrate in una delle baraccopoli più estese del Ghana e l’hanno demolita, come riportato dal «Guardian» − che riprende la notizia dalla Agence France Press. Da qui partono le inondazioni dicono concordi il governo del Ghana e il sindaco della capitale Accra.

Old Fadama si chiama, meglio conosciuta come Sodoma e Gomorrah per le condizioni di vita che gli abitanti vi conducevano tra miseria, inquinamento e delinquenza. Sodoma e Gomorrah, come perlopiù vi fanno riferimento i quotidiani ghanesi, dava ospitalità a decine di migliaia di persone, tra le 60 e le 90.000, provenienti prevalentemente dalle regioni del nord. Ma si estendeva lungo gli argini della Korle Lagoon, la laguna su cui Accra si affaccia.

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Le piogge torrenziali che avevano avuto inizio il 1° giugno avevano portato due giorni dopo alla morte di 20 persone, ma era pure esplosa una stazione di benzina che ne aveva uccise altre 200.

Il presidente del Ghana, John Dramani Mahama, ha accusato le costruzioni abusive della baraccopoli, i detriti che la gente produce, ostruendo scarichi e corsi d’acqua e si è appellato alle autorità cittadine della Accra Metropolitan Assembly (AMA) perché risolvessero una volta per tutte il problema delle inondazioni che affligge la capitale.

Così. Sabato 20 giugno, alla testa delle ruspe e un ingente dispiegamento di polizia si sono posti il sindaco Alfred Vanderpuije e il ministro della regione di Accra Nii Laryea Afotey Agbo dando il via all’operazione («Citifmonline»).

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Sono state abbattute oltre un migliaio di baracche lungo la Korle Lagoon e il fiume Odaw, producendo in una giornata migliaia di senzatetto, vissuti fino ad allora sulla laguna più inquinata del Ghana, raccattando metalli da vendere dalla immensa discarica che è divenuta negli anni.

FileVariation_23926_62Senzatetto che lunedì 22 si sono riversati per le strade di Accra diretti al Parlamento, a centinaia, alcuni armati di machete («GraphicOnLine»). Chiuse banche e negozi, auto abbandonate da conducenti in fuga, un autobus dato alle fiamme e i violenti scontri con la polizia che è intervenuta in forze su Agbogbloshie Bridge con idranti, gas lacrimogeni, e ripetute cariche che hanno prodotto numerosi feriti e venti arresti.

“Li avevamo avvertiti” si difende il sindaco Alfred Vanderpuije, ora che sorge il problema di come e dove ricollocare questa enorme massa umana che chiede prima di tutto aiuto. “Ci hanno distrutto tutto. Dove lo trovo il cibo per la mia famiglia, per i miei bambini, dice al reporter di Afp Muhammed; “È qui che viviamo per trovare cibo e denaro da mandare ai nostri famigliari al villaggio” dice Alhasan.

Accra_Slum-(10)_0Ma per il sindaco è stata innanzitutto un’operazione di prevenzione, perché un’inondazione ancora e sarebbero potute contarsi a centinaia le vittime nelle condizioni abitative in cui queste persone vivevano. Ovvero uno slum citato persino dalla guida Lonely Planet, che descrive come “una delle aree più svantaggiate, ma anche innovative della città”.

Senonché, Sodoma e Gomorrah è possibile che non esca dalle citazioni della Lonely Planet, ma per altri motivi. Chi ora critica l’operato delle autorità cittadine e della polizia è, tra gli altri, il quotidiano di Accra «The Chronicle» , il quale, in un editoriale di mercoledì 24 giugno si pone diverse domande. Intanto come sia stato possibile non arrivare a uno sgombero, se necessario, dal volto umano, e non “in stile Rambo”; considerando pure che i musulmani della baraccopoli sono ora in pieno Ramadan. Ma il dubbio è che le recenti inondazioni non abbiano sommerso tanto Accra quanto fatto riemergere il Korle Lagoon Ecological Restoration Project (Klerp) di cui il Ghana parla da oltre un decennio, e per il quale da oltre un decennio raccoglie fondi.

sodom-and-gommorahProgetto ambizioso e costoso per il volume di detriti e gravità dell’inquinamento prodotto dalla sregolatezza industriale nella laguna. Anche se le inondazioni vengono attribuite alla baraccopoli e ai rifiuti da essa sversati e non al fatto che sia sorta in virtù delle misere opportunità che anche una discarica poteva offrire. Il fiume Odaw sfocia nella Korle Lagoon ma attraversa tutta l’area industriale in cui sono presenti la Ghana Breweries Limited, industrie tessili e autoriparazioni («Modern Ghana»).

ghana-slumSodoma e Gomorrah è infatti da oltre un decennio nell’occhio del ciclone, da quando cioè la Environmental Protection Agency (EPA) dichiarò la laguna virtualmente morta per l’alto grado di inquinamento delle sue acque e la discarica; da quando iniziarono i progetti di bonifica e cominciarono ad arrivare fondi, dal Kuwaiti Fund del 2002 a quelli di Bank of the USA e Standard Chartered Bank nel 2011 («Ghana News»). Si accentuarono quindi le attenzioni agli abitanti, alla criminalità, spesso sfociate in episodi di rivolta e di sangue.

AgbogbloshieIl Korle Lagoon Ecological Restoration Project (Klerp) non è mai tramontato, perché significa riprendere in mano la salubrità delle acque della laguna, dragarla, ripulirla, bonificarla a fondo fino a restituire all’ambiente e all’uomo la dignità del luogo. Luogo di cui inizialmente si prese a parlare però anche in termini di “recreational resort” ricorda «News from Africa».

M.B.


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