/ Arte / Frida Kahlo: una lettura esoterica del suo “destino”

Frida Kahlo: una lettura esoterica del suo “destino”

_omissis_ on 13/09/2015 - 08:12 in Arte, Cultura, MondoD

Di lei è stato detto e scritto tutto, o quasi.Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón– in arte Frida Kahlo – è una delle figure più emblematiche del panorama artistico internazionale perché la sua figura si è letteralmente trasfigurata nell’arte restituendo alla musa ispiratrice un senso di necessità persino “crudele”.



di Cecilia Martino*

Con esiti spiazzanti. Di fronte ai suoi quadri si prova nelle migliore delle ipotesi inquietudine, smarrimento, a volte angoscia, sgomento, perdizione. Si rimane nemmeno troppo vagamente ipnotizzati con la sottile percezione che quei dipinti gravitino nel limbo controcorrente della sospensione dei mondi, volteggino come un ponte tibetano sospeso nel vuoto, tra la dimensione dell’aldilà e quella dell’aldiquà, tra la più pesante delle esistenze terrene e il più aggraziato volo dall’andatura celestiale di un’anima dal destino segnato. Hillman lo chiamerebbe daimon e come dargli torto? Quella vocazione per la quale si nasce a volte usa i più tortuosi trabocchetti per ricordarci chi siamo (a proposito di questo leggi anche: Dall’ipnosi materialistica al sogno creativo: il cammino del “fare anima”).

fridakahloCome sarebbe stata la vita di Frida Kahlo senza il suo doppio incidente (l’autobus il primo, l’incontro con Diego Rivera il secondo – come lei stessa ha confessato nei suoi diari)? Sarebbe diventata forse una fotografa seguendo le orme del padre (ma non le sue) e non avrebbe iniziato a dipingere perché l’immobilità a cui i lunghi periodi di degenza la costrinsero, le furono palesemente complici in questo. Forzata a letto per tempi insopportabili a qualsiasi corpo abbia ancora un respiro di vita, si fece mettere uno specchio sul soffitto e così inizio a produrre i suoi ritratti, prendendo sempre più confidenza con la persona con cui era obbligata a passare la maggior parte del tempo: se stessa.

Tutti passiamo con noi stessi la maggior parte del tempo, ma non ce ne rendiamo conto quasi mai, non ne siamo consapevoli e spesso protraiamo il nostro sogno ad occhi aperti convinti che siamo realmente svegli. Ci identifichiamo con tutto ciò che ci ruota intorno e questo turbinio lo chiamiamo segue su *Quantic Magazine

Comments are disabled
Rate this article

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: