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Fare autostop e farsi caricare dal Presidente della Repubblica. Capita con Pepe Mujica

Una giornata iniziata male. Sulla strada a fare autostop, e chi ti carica? Il presidente della Repubblica dell’Uruguay Pepe Mujica: “Buongiorno! Dov’è diretto?”
Massimo Bonato on 18/01/2015 - 14:33 in Free Style, Oops



Facebook-Gerhald-Acosta-Mujica-Topolansky_CLAIMA20150116_0145_36Immaginate di essere per strada. Una giornata cominciata male. Dovete perlomeno tornare a casa. Buttate il dito, si ferma una macchina e dal finestrino vi chiedono “Dove va? Posso portarla fino al Quirinale, se vuole”.

Più o meno è quello che può capitarvi in Uruguay, se alla guida dell’auto presidenziale – per chiamarla così – sta José “Pepe” Mujica.
Gerhald Acosta, un operaio uruguayano, comincia la settimana non proprio bene. Arriva il 5 gennaio a lavorare con il documento scaduto, e nella officina di manutenzione e lubrificazione dove lavora non può timbrare il cartellino. Gli tocca tornare a casa per rifare il documento.
Una giornata di lavoro buttata. Non resta che tornare sulla strada, e a quel punto sperare che qualcuno lo carichi per riportarlo a Juan Lacanze. “Ho camminato per un po’. Saranno passate 25, 30 auto ma nessuno si è fermato – racconta al quotidiano «El Observador» – fino a quando, a un certo punto, si ferma un furgoncino con su esposto il contrassegno presidenziale”. Gli viene chiesto dove vada, gli viene dato un passaggio. E il signor Acosta si svuota del malcontento cominciando a raccontare della sventura. Il guidatore gli assicura che una volta raggiunta Anchorena – la residenza presidenziale –, dove si ferma, gli farà proseguire il viaggio fino a destino sulla macchina che precede. E Acosta ha un sussulto. Perché non vede bene chi guida, ma riconosce a poco a poco la donna che gli sta a fianco: “Ma io questa donna la conosco!” si dice. E infatti è la moglie del Presidente, verso cui finalmente si concentra l’attenzione dell’autostoppista. Secondo sussulto. Alla guida è proprio José “Pepe” Mujica, presidente della Repubblica.
Una giornata cominciata male, nella quale Gerhald Acosta tutto si sarebbe aspettato fuorché di ricevere un passaggio dal presidente Mujica e di chiacchierare con lui delle proprie sventure.

M.B.

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