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Fa sempre più caldo nelle città

Studi dimostrano che dagli anni Settanta la quantità di giornate torride aumenta annualmente in centinaia di città, con picchi sempre più frequenti negli ultimi cinque anni.
Massimo Bonato on 01/02/2015 - 11:22 in Ambiente, Cambiamenti climatici



Studi effettuati sulle temperature di centinaia di centri rubani hanno dimostrato che sempre maggiori sono i picchi di temperature elevate e sempre meno il termometro punta verso il freddo, come mai negli ultimi quarant’anni. E molte città risultano assai meno ventilate di quanto lo fossero negli anni Settanta.

Ricercatori di università statunitensi e indiane hanno preso a campione 620 aree urbane dislocate un po’ ovunque nel mondo, città con una popolazione superiore ai 250.000 abitanti. Di queste ne hanno scelte 217 nelle immediate vicinanze di stazioni meteo che potessero fornire dati relativi a pioggia, vento e temperature registrate sin dal 1973.

I dati, poi pubblicati su «Environmental Research Letters», hanno messo in rilievo come dal 2009 i maggiori picchi di alte temperature si siano registrate soprattutto in Africa, Asia orientale, Europa e Nord America. Solo in Asia orientale si è osservata una significativa tendenza alla diminuzione di giornate torride, ma si tratta solo del 2% dei casi studiati.

Le ondate di calore vengono definite dagli autori come un periodo di almeno sei giorni in cui il picco di massima temperatura quotidiano è più alto del 99% delle giornate calde del 1973.

Ma negli ultimi quarant’anni sono diminuiti anche i giorni di forte vento, con cali fino al  60% nelle aree urbane; mentre si è osservato un aumento significativo delle precipitazioni, quotidiane nel 17% dei casi, su base annua nel 10%.

“I nostri risultati mostrano che dagli ultimi quarant’anni si registrano significativi incrementi di giorni e notti calde, e al contempo una diminuzione di fronti freddi e giornate di forte vento nelle aree urbane. Anche la quantità di forti precipitazioni dovute a un repentino cambio climatico sono state modeste, e ciò in qualche modo ci sorprende perché il nostro precedente lavoro dimostrava un incremento di violente precipitazioni nelle principali città degli Stati Uniti”. A dirlo è Vimal Mishra, ricercatore all’Indian Institute of Technology Gandhinagar, il quale conclude: “Le aree urbane rappresentano una quota relativamente bassa della superficie globale; ma rappresentano il centro del benessere, della ricchezza. Ciò significa che danni alle infrastrutture urbane potrebbero potenzialmente causare ampie perdite economiche”.

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