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Eni scopre il più grande giacimento di gas del Mediterraneo. Renzi: “Risultato straordinario”

Massimo Bonato on 31/08/2015 - 11:06 in News

Eni scopre in Egitto un giacimento da 850 miliardi di metri  cubi di gas capace di rivoluzionare l’intero assetto geopolitico del Mediterraneo. Claudio Descalzi, Ad di Eni: “Scoperta storica, trasforma lo scenario energetico”. Renzi si congratula: “Risultato straordinario”.



La multinazionale italiana Eni ha scoperto in Egitto un giacimento di 850 miliardi di metri cubi di gas per un’estensione attorno ai 100 chilometri quadrati.

Una “scoperta storica” quella che il comunicato dell’Eni definisce domenica 30 agosto. Una scoperta capace di cambiare lo scenario geopolitico del Mediterraneo e non solo.

Il giacimento è stato scoperto a 1450 metri di profondità attraverso il pozzo Zohr 1X, nel blocco Shorouk che l’Eni ha ottenuto con un accordo firmato nel 2014 con il ministero del Petrolio egiziano e la Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) a seguito di una gara internazionale.

zohr gas map
Il giacimento di 850 miliardi di metri cubi di gas (bcm) è pari a 5,5 miliardi di barili di petrolio e potrebbe rivelarsi uno dei giacimenti di gas naturale più grandi al mondo, anche più grande del Leviathan, il giacimento da 620 bcm al largo di Israele. Una quantità di gas tale da permettere di soddisfare la domanda di gas naturale interna dell’Egitto per molti decenni.

L’Ad di Eni, Claudio Descalzi si è recato al Ciaro per conferire con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e aggiornarlo sulla scoperta. Ha incontrato il primo ministro Ibrahim Mahlab, il ministro del Petrolio e delle Risorse minerarie Sherif Ismail, dichiarando: “La strategia che ci ha portato a insistere nella ricerca nelle aree mature di paesi che conosciamo da decenni si è dimostrata vincente – ha dichiarato Descalzi – a riprova che l’Egitto presenta ancora un grande potenziale. Questa scoperta storica sarà in grado di trasformare lo scenario energetico di un intero paese, che ci accoglie da oltre 60 anni”.

L’Eni è infatti in Egitto sin dal 1954, nel 1967 vi fu la scoperta del campo di Abu Maadi e nel marzo 2014 ha firmato un accordo per investimenti di 5 miliardi di dollari, per progetti destinati a protrarsi per quattro anni e a produrre 200 milioni di barili di petrolio e 37 miliardi di bcm di gas. La scoperta odierna rivoluziona al rialzo questi dati.

Congratulazioni sono giunte subito da Matteo Renzi, che ha sentito il presidente egiziano al-Sisi. “Complimenti a Eni per questo straordinario risultato di un lavoro di ricerca che si inserisce nell’ambito dei rapporti tra Italia ed Egitto, in un’ottica di partnership economica strategica che riguarda il nostro Paese e più in generale l’intero continente africano” ha detto Renzi.


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