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Ebola sposta il mercato del cacao dall’Africa al Centro America

Dalla difficoltà a reperire il prodotto a l’impennarsi dei prezzi, aumenta la domanda di cacao nei paesi centroamericani.
Massimo Bonato on 29/11/2014 - 09:47 in News

di Massimo Bonato

Il timore dell’espansione del virus Ebola coinvolge il mercato del cacao che si sposta in Centro America. Dalle colture africane, che coprono per produzione oltre metà del mercato mondiale, il cacao viene sempre più acquistato nella Repubblica Dominicana, in Messico, in Colombia, in Nicaragua e in Honduras.

La chiusura delle frontiere tra Costa d’Avorio, Liberia e Guinea ha fatto impennare i prezzi del cacao, che da metà ottobre diventa sempre più difficile reperire. La Costa d’Avorio copre il 33% del mercato mondiale del cacao, che sale assieme al vicino Ghana al 59%. Ma l’ingresso dei lavoratori stagionali dai paesi vicini è impedito, i raccolti a rischio e i prezzi al compratore sono impennati da metà ottobre, quando le aziende svizzere, per esempio, valutavano un rialzo dei costi di almeno del 30%.

E la domanda ha fatto presto a spostarsi, provocando le prime speculazioni. Si arriva a un aumento medio del cacao centroamericano dell’8% per un valore di 3mila dollari la tonnellata.

A giovarne maggiormente è la vendita del cacao colombiano la cui domanda è in progressivo aumento, cacao di alta qualità e certificato a livello internazionale. Il Messico produce soltanto il 2% del cacao mondiale, ma questo spostamento del mercato fa pensare che la produzione potrebbe aumentare, avvantaggiandosi di condizioni di suolo e clima favorevoli; condizione analoga che si riscontra in Honduras, dove si pensa di poter arrivare a un aumento significativo della produzione, attorno al 20%. In Nicaragua, il cacao ha da sempre un posto importante nelle colture, in cui eguaglia il caffè per produzione ed esportazione.

Fonti: mls-centralamerica.blogspot., rsi.ch

M.B. 29.11.14



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