/ MondoD / Donne e violenza economica tra le mura domestiche

Donne e violenza economica tra le mura domestiche

_omissis_ on 11/07/2015 - 12:47 in MondoD

Chi detiene il potere del denaro detiene il controllo sul partner nella coppia. Cioè l’uomo, che il mercato del lavoro favorisce e il senso comune riconosce come paterfamilias. Ma dal controllo alla violenza economica il passo è breve.

La prima cosa che la vittima di violenza economica sacrifica è il lavoro.

di Nicoletta Lucheroni

In Italia, secondo un’indagine Istat del 2012, la violenza economica in famiglia colpisce il 31% delle donne italiane. Una forma di oppressione ancora poco conosciuta ma in ascesa.

L' Associazione Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate Onlus (Cadmi) ha dedicato alla violenza economica una guida “dell’amore e della fiducia”, nella quale si illustra come mariti e conviventi mettano in atto una serie di comportamenti scorretti e lesivi che portano alla sottomissione economica della compagna con l’obiettivo di isolarla dal mondo. La dipendenza economica diventa così strumento di controllo che priva la donna della possibilità di decidere e di agire autonomamente rispetto ai propri desideri.

La prima cosa che la vittima di violenza economica sacrifica è il lavoro. Proprio l’occasione che le permetterebbe di uscire dall’isolamento. Ma ci sono altre azioni, tutte volte ad affermare la superiorità dell’aggressore rispetto alla vittima: vietarle di avere un proprio conto corrente, nasconderle ogni informazione sulla situazione patrimoniale della famiglia, negarle l’accesso alle finanze collettive, requisirle stipendi personali, non corrisponderle alcuna retribuzione nel caso di un lavoro comune, riconoscerle una paga settimanale di cui si chiede conto e non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge.

Non si accompagna necessariamente alla violenza fisica ma sicuramente a quella psicologica che porta la donna a perdere fiducia in se stessa.

Questo tipo di violenza domestica è diffusa in tutto il mondo.

Il potere che il denaro dà agli uomini ponendoli nel ruolo di chi provvede alla famiglia è spesso usato come un meccanismo di controllo sulle loro partner, ed è calato in un più ampio contesto di violenza alla quale può associarsi, inclusa quella verbale, emozionale, fisica e addirittura sessuale.

L’origine di questa violenza risiede nella diseguaglianza prodotta nelle relazioni di potere tra uomini e donne.

Ad esempio la ripartizione nel mercato del lavoro, in cui i posti di lavoro sono tipicizzati, creati per essere rivolti a un genere specifico, per uomini o per donne, e con remunerazione diversa.

violenza donne 2 big beta-3La mancanza di indipendenza economica rende alcune donne più vulnerabili agli abusi, soprattutto se non si ha alcuna occupazione retribuita o in mancanza di istruzione. Molte delle donne che subiscono violenza si dedicano esclusivamente alla casa e dispongono di una limitata gestione del denaro, poiché prende piede l’idea che non appartenga a loro. E tanto peggio avviene quando il compagno cerca in ogni modo di impedire alla donna di acquisire risorse, limitando la sua capacità di trovare un'occupazione, di fare carriera o di avanzare negli studi. La mancanza di reddito è uno dei motivi principali che rallenta o rende impossibile alle vittima uscire dalla situazione di abuso.

Il fatto che all’interno della famiglia il lavoro domestico e la cura della prole ricadano solo sulla donna, impedisce che abbia il tempo di dedicarsi a una attività. Mentre permette all’uomo, libero da tutti gli altri impegni, di avanzare nella propria carriera.

La divisione delle faccende domestiche tra uomo e donna può quindi essere un mezzo per allontanare lo spettro della violenza economica all’interno della coppia. Per ovviare a questo tipo di aggressività ancestrale, è necessario modificare gli stereotipi e i pregiudizi che definiscono il potere economico per sesso.

La violenza economica è in qualche modo favorita dalla società e può essere combattuta con la parità di trattamento tra uomo e donna e con l’insegnamento del rispetto per il ruolo della donna nella famiglia e nella scuola.

Per questo è necessaria una volontà politica di aiuto giuridico e istituzionale per eliminare le cause di questa violenza. Non solo in Italia ma ovunque.

 

N.L.

Comments are disabled
Rate this article

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: