/ Ambiente / Cop21. Il testo di accordo c’è, ma è pieno di contraddizioni e di temi in sospeso

Cop21. Il testo di accordo c’è, ma è pieno di contraddizioni e di temi in sospeso

Il progetto presentato al Cop21 di Parigi include ancora tutte le opzioni, molte delle quali contraddittorie, e i molti distinguo, lasciando oltretutto irrisolte le questioni tra le più spinose, come la disuguaglianza tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, e i finanziamenti necessari a questi ultimi.
_omissis_ on 06/12/2015 - 12:46 in Ambiente, Cambiamenti climatici

Il progetto presentato al Cop21 di Parigi include ancora tutte le opzioni, molte delle quali contraddittorie, e i molti distinguo, lasciando oltretutto irrisolte le questioni tra le più spinose, come la disuguaglianza tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, e i finanziamenti necessari a questi ultimi.



La prima settimana di negoziati al vertice sui cambiamenti climatici a Parigi (Cop21) si è conclusa sabato con l’adozione di un progetto di accordo. Progetto sul quale ora i ministri sono chiamati a discutere per trovare un’intesa, che raccolga le firme dei quasi 200 paesi presenti. Ma dall’accordo restano ancora fuori i temi più scottanti.

Il documento approvato dalla sessione plenaria del vertice è frutto di quattro anni di lavoro, iniziato a partire dal vertice di Durban del 2011, quando i negoziatori hanno ricevuto mandato di elaborare il testo di un accordo universale per combattere il cambiamento climatico, che si vorrebbe chiuso e approvato in via definitiva proprio a Parigi ora.
Il testo giunto a Parigi è passato dalle 55 pagine originali alle 48 odierne: di queste 22 corrispondono all’accordo in quanto tale, che si prevede di approvare per la chiusura del vertice, venerdì 11 dicembre, 21 riguardano le decisioni necessarie allo sviluppo degli accordi, e 5 contengono allegati per 96 modifiche introdotte dalle parti all’ultimo momento.

È l’ambasciatrice francese al vertice, Laurence Tubiana a commentare per l’agenzia Efe il progetto di accordo, che include ancora tutte le opzioni, molte contraddittorie, con oltre un migliaio di distinguo e lascia irrisolte le due aree più problematiche: la differenza tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo e il loro necessario finanziamento.
Tuttavia, sostiene Laurence Tubiana, il documento “indica il desiderio di tutti di raggiungere un ampio consenso la settimana prossima” anche se “non siamo ancora alla fine del percorso” e “la maggior parte delle questioni più problematiche restano irrisolte”.
È su questa base che i ministri devono negoziare.

Dopo Tubiana, alla seduta plenaria sono intervenuti i portavoce di tutti i gruppi negoziali, che hanno accettato l’idea lanciata dalla responsabile dei negoziatori per l’Unione Europea, Elina Bardram, la quale confida sia questo “un testo accettabile per tutti”.

Non esattamente dello stesso avviso è l’ambasciatore del Sudafrica, Nozipho Mxakato-Diseko, portavoce dei 130 paesi di negoziazione del G7 più la Cina. Se è vero che un testo su cui discutere esiste e può essere condiviso, è vero pure che il lavoro diplomatico che si richiede ora ai ministri è “enorme” se si vuole arrivare alla chiusura del vertice di Parigi, con le molte contraddizioni chiarite e risolte le molte tematiche ancora in sospeso.

Preoccupazione condivisa dal Commissario europeo di Azione climatica, Miguel Arias Cañete per il quale “La prossima settimana sarà molto impegnativa, è quella in cui si dovrebbero chiudere le questioni più difficili”, ha detto in conferenza stampa.

Anche Martin Kaiser, di Greenpeace, si è detto fiducioso sulla possibilità di uscire da questo Cop21 con un accordo, se non altro perché a fronte delle 300 pagine del testo presentato a Copenaghen nel 2009, questo su cui si trovano a discutere ora è di poco oltre la ventina; ma ricorda anche che mentre i ministri di tutto il mondo sono volati a Parigi, qui sono anche quei produttori di petrolio, gas e carbone che non abbandonano l’idea di sfruttare le risorse del proprio suolo, mentre il tempo stringe. Una corsa contro il tempo, sia per evitare la deriva catastrofica imposta dai cambiamenti climatici, sia qui a Parigi, nella restante settimana per arrivare a un accordo che possa davvero chiamarsi tale.

Comments are disabled
Rate this article

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: