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Colorado. Sversati 4 milioni di litri di acque contaminate nel fiume Animas durante la bonifica di una miniera

Massimo Bonato on 08/08/2015 - 11:33 in Ambiente, Disastri ambientali

Durante un’operazione di bonifica di una miniera abbandonata del Colorado una barriera cede e finiscono nel fiume Animas 4 milioni di litri di acque acide arancioni, sature di metalli pesanti e sostanze tossiche. Preoccupazione per l’acquedotto di Durango e le riserve dei nativi Ute e Navajo.

“Noi rispondiamo alle emergenze di solito, non le provochiamo”



Gli operai della Epa (Environmental Protection Agency) stavano lavorando con macchinari pesanti alla bonifica della Gold King a nord di Silverton, la mattina di mercoledì 5 agosto, quando la paratia che le tratteneva ha ceduto. Le acque, cariche di sedimenti e sature di piombo, arsenico, cadmio, rame, calcio e altri metalli pesanti, si sono riversate nel Fiume Animas, le cui acque attraversano Colorado e New Mexico, per immettersi nel Fiume San Juan, raggiungendo il lago Powell, parte del Glen Canyon.

Preoccupati sono a Durango, il cui acquedotto attinge all’Animas, e preoccupati sono i nativi Ute e Navajo, che si servono delle acque del lago e del fiume stesso.

“Noi rispondiamo alle emergenze di solito, non le provochiamo − ha detto alla conferenza stampa un costernato David Ostrander, a capo della gestione delle emergenze nella Epa − È un’enorme tragedia”.

La bonifica in corso è parte di un più ampio progetto che tocca la miniera abbandonata Gold King, che a sua volta riceve le acque reflue di altre miniere in stato di abbandono, la Red e la Bonita, nei pressi della città mineraria fantasma di Gladstone. Ma la barriera che conteneva le acque contaminate non ha retto ai lavori.

L’Animas tocca città come Silverton, in Colorado; Durango, Colorado, Farmington, in New Mexico. Molte di esse ne sfruttano le acque cristalline non soltanto attingendovi dai propri acquedotti ma per molte attività ricreative acquatiche, che sono l’attrazione della zona, che sono state immediatamente sospese ovunque.

L’Epa ha immediatamente sottoposto le acque ad analisi per accertarsi del grado di tossicità, di nocività per l’ambiente, la fauna e per l’uomo. Ma si teme per i terreni agricoli, per le falde e la salute stessa degli abitanti di Durango e delle nazioni Navajo e Ute dislocate lungo il corso dell’Animas. “È una storia che conosciamo bene quella del lassismo con cui il governo degli Stati Uniti gestisce le cose – ha detto in un comunicato Russel Begaye, presidente della nazione Navajo. – È triste dover dire ancora una volta alla nostra gente di tenersi lontana dal fiume, perché ci hanno sversato dentro sostanze chimiche pericolose”.

Del resto, i funzionari della stessa Epa, non rendendosi immediatamente conto della portata del disastro, hanno lasciato trascorrere un intero giorno prima di avvertire le comunità a valle dello sversamento. Il pericolo è che in questo lasso di tempo in tanti abbiano continuato a irrigare i propri campi con acque già contaminate.

Fonti: The Durango Herald, The Denver Channel, The Guardian, Washington Post

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