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Cina. Un inquinamento da dividendi

L’inquinamento crea opportunità nei settori energetici e non solo. È ora per le aziende di parlare cinese.
Massimo Bonato on 21/04/2015 - 09:25 in Ambiente, Inquinamento

Uno degli aspetti positivi della guerra è che una volta finita si deve ricostruire. Così pare la Cina di questi tempi, finita per mesi sotto i riflettori di Oms, agenzie per l’ambiente autoctone o foreste, congressi e media di tutto il mondo. Oggettivamente la Cina si è fatta la guerra da sé, ma soggettivamente ora ciascuno cerca di trarre vantaggio dalle sue sventure.

9780231166089A metà aprile è uscito infatti il testo di Mark Clifford, direttore esecutivo dell’Asia Business Council, con sede a Hong Kong. Il libro, The Greening Asia (ed. Columbia Business Schol) ricorda la lussureggiante vegetazione asiatica, come pure la banconota statunitense che anche negli States chiamano qua e là “lattuga” o “verdone” per il suo colore.

L’inquinamento è un’opportunità, è business. E Clifford spiega come le compagnie che volessero investire, per esempio nell’energia solare in paesi come la Cina, ma anche in in India, Corea, Giappone, Filippine, Indonesia, Hong Kong farebbero lauti guadagni approfittando della “straordinaria crescita economica” asiatica.

[Leggi anche L’inquinamento cinese parlerà gaelico. Almeno spera il ministro Alan Kelly]

Ciò che accade ora in Cina, spiega Clifford è quanto accaduto negli Stati Uniti quaranta o cinquant’anni fa, prima cioè che per governo e cittadini acqua e aria pulite diventassero una priorità.

In Cina, soltanto lo scorso anno sono morte prematuramente oltre un milione di persone a causa dell’inquinamento, divenuto ormai un dramma nazionale. Rappresenta ora per la Cina un’emergenza sulla quale è necessario investire: cosa che la Cina fa senza risparmiarsi se si pensa che nel 2014 sono stati spesi 89 miliardi di dollari in tecnologie pulite, circa il doppio di quanto hanno speso gli Stati Uniti.

Emergenza e investimenti creano spazi per lavori di tutti i tipi, sostiene Mark Clifford: tutto il comparto dell’energia pulita, dello sfruttamento delle risorse rinnovabili è aperto, e va dal solare all’eolico, senza dimenticare la bonifica degli impianti industriali, ma pensando pure a settori come l’edilizia. Sono ormai poco oltre la cinquantina le aziende occidentali spintesi in Cina a profittare del lucroso inquinamento, grazie pure a forme sempre più friendly di politica ambientale e investimenti e facilities statali. Mark Clifford spiega alle restanti titubanti come guardare il verde orientale dalla prospettiva di George Washington.

Fonte: «The Street», Columbia University Press

M.B.

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