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Chiapas: 43 abbracci per gli assenti, nel Festival delle Resistenze e delle Ribellioni

“I nostri figli ce li ha il governo, se li è portati via. Solo con il vostro aiuto potremo trovarli”, hanno dichiarato i genitori degli studenti di Ayotzinapa durante il Festival delle Resistenze e delle Ribellioni contro il capitalismo.
Massimo Bonato on 10/01/2015 - 10:04 in Diritti

Chiapas, 1 gennaio 2015. “I nostri figli ce li ha il governo, se li è portati via. Solo con il vostro aiuto potremo trovarli”, hanno dichiarato i genitori degli studenti di Ayotzinapa durante il Festival delle Resistenze e delle Ribellioni contro il capitalismo, nel Caracol di Oventic, sede del governo autonomo zapatista.
I familiari degli studenti scomparsi hanno ringraziato l’Ejército Zapatista de Libaración Nacional (EZLN) per aver ceduto loro il posto nell’evento, e i paesi di Xochicuautla, Amiltzingo, Iztapalapa e Campeche -sedi del festival itinerante che in questi giorni si trova in Chiapas- per il loro appoggio. “I nostri figli non hanno prezzo, sono la cosa più sacra che abbiamo, non ci fermeremo”, hanno assicurato.
Durante il suo intervento davanti alle basi di appoggio dell’EZLN e ai simpatizzanti zapatisti arrivati da varie parti del Messico e del mondo, il portavoce del Congresso Nazionale Indigeno (CNI) ha denunciato i problemi che soffrono i popoli indigeni a causa dei megaprogetti che vengono imposti nei loro territori. “Voi e noi siamo la stessa cosa, viviamo lo stesso dolore e la stessa rabbia”, ha dichiarato.
Infine, ha preso la parola il subcomandante Moisés, portavoce dell’EZLN, nel giorno del 21esimo anniversario dell’insurrezione zapatista: “I ricchi ci hanno voluto ingannare, dicendo che loro sanno pensare e creare, e che noi siamo solo dei manovali. Basta con questa storia! È quello che abbiamo detto noi nel 1994, zapatiste e zapatisti, e abbiamo iniziato a governarci autonomamente”.
“Chiediamo ai popoli indigeni del CNI di abbracciare i famigliari di Ayotzinapa invitandoli nei loro territori”, ha proseguito il subcomandante Moisés, che ha poi abbracciato uno a uno i genitori degli studenti scomparsi, che si trovavano sul palco mostrando le foto dei loro figli. “Nei prossimi giorni, settimane e mesi renderemo pubbliche altre parole nostre, nostri pensieri su come vediamo il mondo piccolo e quello grande. Saranno parole e pensieri difficili perché siamo semplici”, ha concluso il portavoce zapatista.
Il comunicato completo della Comandancia dell’EZLN nel 21esimo anniversario della sua insurrezione: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2015/01/01/palabras-del-ezln-en-el-21-aniversario-del-inicio-de-la-guerra-contra-el-olvido/

Pirata

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