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Canada. In piazza contro la legge antiterrorismo C51

Si chiama C51 ed è il provvedimento che consentirà alle agenzie di intelligence di fare rete, appropriarsi di dati sensibili, incarcerare sulla base del solo sospetto.
Massimo Bonato on 16/03/2015 - 16:24 in Diritti

Migliaia di cittadini in strada per protestare contro il provvedimento C51 presentato dal governo canadese conservatore in gennaio. Dopo l’attentato di Parigi a Charlie Hebdo, anche il Canada ha messo mano alla propria legge antiterrorismo, che fornirebbe al Csis (Canadian Security Intelligence Service) maggiori poteri e maggior libertà di azione: condivisione di informazioni con le altre agenzie e organismi di Stato, canadesi e stranieri onde formare una rete nazionale e internazionale investigativa; ma anche la possibilità di incarcerare preventivamente individui sulla base di soli sospetti. Minor libertà di parola, maggior controllo, accesso ai dati sensibili di chiunque con perdita della privacy, incarcerazioni arbitrarie: questo temono i canadesi che han dato vita sabato 14 marzo a numerose manifestazioni in tutto il paese. Montreal, Toronto, Vancouver, Ottawa, Halifax sono scese in piazza con almeno altre 70 città più o meno grandi perché “la libertà di parola contro il governo è a rischio, è c’è il rischio che tu venga identificato o schedato anche solo per cose che scrivi in rete. È veramente una legge terribile” dice Stuart Basden, un manifestante intervistato dal quotidiano «The Star».

Bill C-51 Protest,Una trentina i gruppi e le associazioni impegnate nella difesa dei diritti civili, fra gli altri Amnesty International Canada, LeadNow, OpenMedia, Canadian Journalists for Free Expression, il Council for Canadians. Il timore è che nel mirino finiscano sì i gruppi islamici, ma intere comunità in lotta, come quelle dei nativi canadesi, come pure gli attivisti per i diritti sociali o ambientali, dissidenti o oppositori del governo di varia natura.

Dal canto suo, il portavoce del ministero della Salute pubblica, Jeremy Laurin ha parlato alla Cbc News rigettando “l’idea che ogni volta si parli di sicurezza si debba credere che la nostra libertà è in pericolo. I canadesi capiscano che libertà e icurezza vanno di pari passo e a noi tocca salvaguardarle entrambe, ed è in questa direzione che va questa proposta di legge”.

“Una legge la C51 che crea un’atmosfera per cui sarai colpevole finché tu non dimostrerai di essere innocente, e questo non è quel che siamo in Canada” dice un manifestante di Toronto, Ayesha Khan, al quotidiano «The Globe and Mail».

M.B.

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