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Braccio di ferro tra governo e Regione Puglia sul Tap

La Regione Puglia dice no all’approdo del Tap a San Foca, ma per Renzi è un’operazione strategica. E il governo tira dritto.
Massimo Bonato on 31/03/2015 - 08:12 in Resistenze

Al termine del tavolo tecnico, convocato per lunedì 30 marzo a Roma, a seguito della rimessione da parte del ministero dello Sviluppo Economico del procedimento Tap, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha così commentato l’esito della riunione:

“La Regione Puglia si appresta a negare l’intesa sull’approdo del gasdotto Trans Adriatico Tap nella Marina di Melendugno, a San Foca”. La Presidenza del Consiglio dei ministri non si è resa disponibile a valutare soluzioni alternative, sottolinea il presidente della Regione, nonostante nel tempo vi siano stati Comuni e territori disponibili a valutare progetto, compensazioni, accettabilità da parte della popolazione.

In realtà, “la sequenza di riunioni del tavolo tecnico appare soltanto come il tentativo di prendere tempo e perdere tempo su una decisione che evidentemente era stata già assunta” dichiara Vendola.

“La Regione Puglia, da parte sua non ha mai inteso negare al Governo centrale le sue prerogative in materia di scelte energetiche strategiche e non ha mai innalzato i vessilli di una contrapposizione ideologica. Ha posto solo e soltanto due condizioni imprescindibili: la validazione scientifica e ambientale da un lato e la validazione democratica dall’altro”.

“Sulla prima condizione – dice Vendola − basta riferirsi all’argomentato parere negativo del ministero dei Beni Culturali oltre che al parere negativo della Via regionale. Sulla questione invece del consenso si registra, con tristezza, una pesante campagna lobbistica che rivela la negazione di un processo di legittimazione democratica. Nel momento in cui dovesse essere formalizzata la decisione dell’approdo Tap a Melendugno – ha concluso Vendola – la Regione Puglia reagirà con tutti gli strumenti a sua disposizione”.

Il Comune stesso di Melendugno ha chiesto la riapertura della valutazione di impatto ambientale (Via) in base alle sei prescrizioni imposte dal Comando dei Vigili del fuoco di Lecce, una delle quali riguarda le distanze di sicurezza tra gasdotto e centro abitato: il rischio incidenti rilevanti della normativa Seveso, invocato anche dalla Regione Puglia.

D’altro canto proprio il sindaco di Melendugno, Marco Potì, si è ripromesso di dar battaglia a fianco di una comunità decisa a non arrendersi: “Impugneremo tutto ciò che si può impugnare”.

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