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Bolivia. Il Papa chiede perdono ai popoli indigeni

Massimo Bonato on 11/07/2015 - 09:13 in Diritti

“Chiedo umilmente perdono per le ingiustizie commesse contro i popoli indigeni durante la cosiddetta conquista dell’America”.



Papa Francesco ha chiesto scusa giovedì per i peccati e le “offese” commessi dalla Chiesa cattolica contro le popolazioni indigene durante la conquista coloniale delle Americhe.

È il primo papa latinoamericano della storia ed è il primo che chiede perdono “con umiltà” in Bolivia, durante l’Incontro internazionale dei movimenti popolari, e alla presenza del primo presidente indigeno della Bolivia, Evo Morales.

Francesco ha osservato che i leader della Chiesa latino-americani in passato avevano riconosciuto che “gravi peccati sono stati commessi contro i popoli indigeni dell’America in nome di Dio”. San Giovanni Paolo II, da parte sua, chiese scusa ai popoli indigeni del continente per il “dolore e sofferenza” causati durante i 500 anni di presenza della Chiesa nel corso di una visita 1992 nella Repubblica Dominicana.

Ma Francesco è andato oltre.



“Nell’economia odierna tutto ha un prezzo, tutto può essere comprato, tutto è negoziabile … Questo modo di pensare ha spazio solo per pochi eletti, mentre scarta tutti coloro che sono improduttivi”.

Miles-bolivianos-congregaron-Alto-Francisco_LNCIMA20150708_0217_27Una giornata passata alla storia per le parole e i gesti di papa Francesco, ma per il regalo che il presidente Evo Morales ha voluto porgere: un crocifisso in legno scolpito e adornato da falce e martello. L’espressione di Francesco all’atto del ricevimento ha fatto in poche ore il giro del mondo. Regalo controverso, che Evo Morales si è precipitato a giustificare il “crocifisso comunista”. Voluto dal gesuita spagnolo Luis Espinel, assassinato nel 1980 dai paramilitari, porta con sé la forte simbologia della Teologia della Liberazione. Movimento tanto vicino ai poveri da essere considerato comunista, e i cui sacerdoti subirono violente repressioni, carcere, tortura, morte.

Bolivia Pope South AmericaUn simbolo controverso, con il cui dono tanto il Vaticano quanto il governo boliviano hanno insistito a spiegare come Evo Morales non sottacesse una manovra politica di alcun tipo, tanto meno eretica.

“Si può contestare il significato e l’uso del simbolo ormai – ha detto il portavoce vaticano, Federico Lombardi − ma l’origine è di Espinel e il senso che il crocefisso racchiude è quello di un dialogo aperto. Non si tratta di una specifica ideologia”.

papa-francesco08-660x350Rimane il dubbio, come scrive Juan Arias su «El Pais» che Evo Morales, pur non comunista, sapesse benissimo quale potere mediatico avrebbe avuto il suo dono al papa. Un crocefisso di legno adornato con falce e martello ha una forza simbolica che colpisce decine di milioni di persone apparendo quasi antagonista e provocatoria, e la cui immagine non sarebbe rimasta tra le mani di papa Francesco, ma avrebbe fatto il giro del mondo.

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