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Batteri sempre più resistenti, antibiotici sempre meno utili

Uso prolungato o inappropriato, acquisti senza ricette, prodotti scadenti hanno reso gli antibiotici sempre meno efficaci anche contro le più comuni infezioni.
Massimo Bonato on 04/05/2015 - 17:00 in Salute

Le infezioni ormai curabili da decenni grazie agli antibiotici potrebbero tornare letali. Aumentano infatti i batteri resistenti a questi farmaci: è quanto ha dichiarato mercoledì 29 aprile a Ginevra l’Organizzazione mondiale della Sanità. “Una minaccia che potrebbe rivelarsi catastrofica se ignorata”. L’Oms ha proceduto alla disamina dei dati forniti da 133 paesi, e il risultato è che il mondo si sta avviando verso un’era “post-antibiotico” ha affermato durante la conferenza stampa uno dei responsabili dello studio Charles Penn.

Non soltanto le comuni ferite potrebbero tornare a uccidere, gli antibiotici potrebbero tra breve rivelarsi inefficaci anche come intervento contro molte patologie, dalla polmonite alla tubercolosi, all’Hiv. Soltanto per la tubercolosi, ogni anno si contano migliaia di casi sempre più resistenti, quasi impossibili da trattare.

L’uso prolungato degli antibiotici, o alti antimicrobici, genera naturalmente un processo di resistenza, che peraltro accelera per un uso eccessivo o inappropriato o per la qualità del prodotto.
La qualità stessa dei farmaci in commercio è problematica: in molti paesi ancora è possibile acquistare antibiotici sena ricetta medica, un problema che va ampliandosi con le possibilità che Internet dà di approvvigionarsi direttamente dalle case produttrici o rivenditori in rete. Ed è questo un mercato aperto, al quale sono ormai in molti a rivolgersi senza passare attraverso una visita, e la diagnosi medica. Di fatto “la vendita di antibiotici senza prescrizione è molto comune in tutto il mondo, ed è ciò che espone a un uso inappropriato del farmaco” ha detto Penn. Basti pensare che soltanto negli Usa, la metà degli antibiotici vengono acquistati senza ricetta medica.
“Se è vero che, rispetto al passato, la gente comune ha maggiori cognizioni di automedicazione, le competenze sono tuttavia insufficienti: ci sono persone per esempio, convinte che gli antibiotici servano per le infezioni virali”.
A questo si deve aggiungere che in molti paesi manca una costante informazione che orienti i medici stessi nella scelta dell’antibiotico più adatto a ogni singolo trattamento. E infine non manca il problema della qualità dei prodotti, il che significa avere disponibili sul mercato farmaci con dosi di antibiotico minori di quanto venga certificato.

M.B.

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