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Bail in: Quali rischi?

_omissis_ on 28/07/2015 - 17:41 in Redazionali

Tra smentite e conferme, da un non lontano 2013, quello che molti temevano diventasse legge anche in Italia di fatto si è concretizzato. Infatti il Bail in è realtà, ed anche se sarà operativo solo a partire dal 1 gennaio 2016, già nel corso di quest’anno potrà essere utilizzato nel caso del fallimento di una banca italiana. Anche qui il corso di coloro che sostengono che le banche italiane non possano “fallire” si è affievolito, perché è un’ipotesi che sarà sì sempre scongiurata, ma con un prelievo forzoso a scapito degli stessi azionisti, risparmiatori, investitori e correntisti della stessa banca. Poi se il prelievo non dovesse essere sufficiente allora potrà intervenire lo Stato.

Paesi come l’Irlanda e l’Islanda furono criticati nel sostenere che per superare rapidamente la crisi avevano scelto di far fallire le banche in seria difficoltà, ma ora sembra invece che si sia trattata di una prospettiva giusta. In concreto che cosa accadrà con il Bail in e di che cosa bisognerà avere paura?

Va subito detto che la normativa sul prelievo forzoso mette i conti correnti, i conti deposito (vedi http://www.apprendistatoprovinciaroma.it/confronto-conti-deposito/) e i libretti di risparmio in coda al provvedimento, ovvero la banca dovrà privilegiare prima altri strumenti aggredendo in primis azionari e obbligazionisti. Inoltre sui conti correnti e tutti quelle forme di gestione del risparmio che sono tutelate dal fondo di Tutela, il prelievo potrà essere fatto solo al di sopra della soglia dei 100 mila euro. C’è anche da dire che la banca potrà procedere in modo selettivo, scegliendo di lasciare fuori alcune voci di investimento per scongiurare il rischio di “contagio”.

Che cosa accadrà se il prelievo non dovesse essere sufficiente a scongiurare il default della banca? A quel punto ci potrà essere l’intervento dello Stato, per cui ciò che cambia rispetto al passato è che prima pagheranno i clienti della banca in difficoltà, e con molta probabilità si finirà comunque con il pagare tutti. In ogni caso è meglio pensare con molta attenzione a quale banca affidarsi, valutando bilanci e situazione patrimoniale, aspetti che fino ad oggi hanno interessato solo gli investitori.

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