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Argentina. Per la prima volta nella storia un Capo di Stato chiede l’applicazione della Legge Antiterrorismo contro una multinazionale

La multinazionale Donnelley chiude senza essere in crisi. Lascia a casa 400 lavoratori. La presidenta Cristina Fernández de Kirchner la denuncia per “alterazione dell’ordine economico e finanziario” della Nazione, per aver “creato panico nella popolazione”.
Massimo Bonato on 17/08/2014 - 15:39 in News

La multinazionale statunitense Donnelley vanta 55.000 occupati in tutto il mondo. È un colosso della tipografia con un bilancio florido che però a Buenos Aires decide di chiudere, lasciando a casa 400 lavoratori. Venerdì 8 agosto porta i libri in tribunale, dove è notorio che tutti lavorano fino a tardi, compreso il sabato e la domenica, e lunedì 11 agosto il fallimento diviene esecutivo. nLa presidenta Cristina Fernández de Kirchner non tarda quindi a presentare alla Corte federale una denuncia per violazione alla Legge Antiterrorismo, infrazione all’art. 309 (legge 26733 del 2011), per il tentativo di “alterazione dell’ordine economico e finanziario” della Nazione, ma anche per aver “creato panico nella popolazione interessata dalla chiusura”.

Non si tratta, secondo il Capo di Stato, di un comune fallimento di impresa, ma di un’azione premeditata. Di cinque responsabili dell’azienda, nei giorni precedenti il fallimento soltanto due sono rimasti nella capitale, a formalizzare pratiche, ha lasciato intendere la Kirchner, già definite e comprovate grazie a un giudice compromesso. nLa vicenda della multinazionale Donnelley è da collocare nel quadro della stringente vertenza con la finanza statunitense dei fondi “avvoltoio”. Donnelley non sarebbe che la testa di ponte di una strategia per affossare l’economia argentina. La NML di Paul Singer infatti, avrebbe trasferito il 13% di una multinazionale con sede in Argentina al fondo di investimento BlackRock (uno dei fondi avvoltoio).nSuccessivamente avrebbe dichiarato che la Donnelley eran

parte tra il 60-70% di fondi di investimento, uno dei quali proprio il BlackRock, il più grande gestore di fondi di investimento del mondo, con un patrimonio di 3.600 miliardi di dollari e parte esso stesso del contenzioso finanziario con gli Stati Uniti. n“Non c’è quindi la volontà di arrivare a un compromesso” dichiara Cristina Kirchner “Non solo per cupidigia e avarizia, ma per una precisa scelta geopolitica di voler affossare l’Argentina nei debiti”. La multinazionale statunitense Donnelley sarebbe stata quindi deliberatamente vincolata ai fondi avvoltoio. “Esiste una trama mafiosa a livello internazionale che sta manovrando l’economia mondiale” ha concluso Cristina Fernández de Kirchner.

Qui la dichiarazione tenuta alla Casa Rosadan

Fonte: cronista.com; clarin.com; lancion.comnM.B. 17.08.14

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