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A Roma la determinazione e la forza della gente comune

Massimo Bonato on 21/10/2013 - 13:30 in Resistenze
Sono decine i No Tav che dalla Val di Susa e da Torino si sono recati a Roma per partecipare alla manifestazione di oggi 19 ottobre. Per le vie della capitale ha sfilato la determinazione e la forza della gente comune, di chi lotta per il diritto alla casa, per il diritto alla cittadinanza, contro il precariato, per la salvaguardia del territorio, appunto come i No Tav e i No Muos.
Come sempre più spesso accade negli ultimi anni, la manifestazione è stata preceduta da un ampio battage mediatico che ha prospettato scenari apocalittici. Sono circolati i numeri della gran forza esibita dallo Stato per arginare i facinorosi; sono comparse le fotografie di chi ricopriva vetrine delle banche con pannelli metallici, e la data del 15 ottobre 2011 è tornata all’onore delle cronache come anniversario da scongiurare.
Poi sono cominciate le cronache, e l’attributo “pacifico”, l’avverbio “pacificamente” si sono moltiplicati iperbolicamente, in auspicio a che la manifestazione fosse così come veniva descritta, o forse pure che una delle tante volte in cui la “pace” veniva tirata in ballo fosse anche l’ultima, per poter cominciare a sciorinare cifre di contusi e di danni, di fermati e di arrestati, di negozi dati alle fiamme e di ordigni volati per aria.

Schieramento di CasaPound

E invece, come ha sottolineato anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, presente alla manifestazione, gli episodi limite sono stati marginali. Il contatto con i militanti di CasaPound con caschi e bastoni tenuti lontani da un cordone di Ff.Oo., che armati e travisati non rientrano nel computo dei fermati; un breve scontro al ministero dell’Economia, qualche flash mob che ha fatto correre un po’ di adrenalina e qualche bottiglia che ha preso il verso sbagliato andando a scalfire un defender delle Ff. Oo.; dodici ragazzi fermati.
1385048_281751165283520_190790096_nMa le cifre sono altre e sono le più importanti: 70.000 persone hanno sfilato oggi per portare a Roma richieste forti, con determinazione, provenendo da tutta Italia e da una commistione di problemi tra i più diversi che confluiscono tutti nel rispetto all’individuo e nel rispetto dell’ambiente. Dai No Tav ai No Muos, dal diritto alla casa al diritto al lavoro sino agli scottanti temi sull’immigrazione e sul reato di clandestinità, ciò che la gente porta in piazza è la salvaguardia della dignità umana, che la politica non sa affrontare e che taccia di eversione, quando alzare la testa significa mettere in dubbio quella centralità politica che non governa ma deregola, non investe ma svende, non salvaguarda ma deturpa, non economizza ma dilapida.
notavromaCerto è che se l’Italia si dice sempre più distante dalla politica, oggi questi 70.000 hanno portato in piazza proprio la politica, che i partiti non sanno o non vogliono fare, con la forza e la determinazione di chi quotidianamente e individualmente fa politica, fuori da quei palazzi in cui troppo spesso l’interesse non è quello dello Stato ma privato.

M.B. 20.10.13
TG Vallesusa.it

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